Manafort se ne va e impazzano i retroscena su Donald Trump
20 Agosto 2016
Che succede nella campagna elettorale di Donald Trump? Nelle ultime ore, si è dimesso Paul Manafort, il capo della campagna del miliardario newyorkese, notizia che era già circolata rispetto a un ‘rimpasto’ ordinato da Trump nel suo staff, e confermata dal Don che ha accettato le dimissioni definendo Manafort “un vero professionista”. Tra le spiegazioni che circolano sull’uscita di scena del capo campagna, quelle su presunte attività di lobbying a Washington a favore delle elite ucraine filo-russe.
Intanto, Trump va avanti con la nuova strategia da “bravo ragazzo”, dopo essersi scusato per aver usato “parole sbagliate” durante la campagna elettorale e aver “offeso” qualcuno. “A volte si dice la cosa sbagliata. L’ho fatto e che ci crediate o no mi dispiace”, ha detto Trump, preoccupato per aver “causato dolore personale” e tutti a pensare alla storia del padre del soldato musulmano caduto in Iraq.
Ma di boatos sulla campagna elettorale di Trump ne circolano anche altre, del tipo che il miliardario americano sarebbe pronto a ritirarsi a sorpresa dalla corsa verso la Casa Bianca. Rispunta un vecchio articolo del giugno scorso apparso su Vanity Fair, dove si parlava di “endgame” per Trump, spiegando che la stella assoluta dei media nel 2016 – sempre Trump – capace di stravolgere il sistema mediatico americano, potrebbe avere la tentazione di gettare i guantoni nella sfida con la Clinton per fondare un nuovo conglomerato mediatico, multimediale e via cavo, sfruttando la enorme popolarità conquistata fino adesso.
Che si vinca o si perda le elezioni, secondo queste voci, Trump avrebbe la possibilità di sfruttare quella “base” conservatrice e non solo che lo segue e che impazzisce per lui durante gli appuntamenti della campagna elettorale. Trump del resto ha dimostrato di poter tranquillamente bypassare le agenzie di stampa, spostando la battaglia elettorale sui social media attingendo direttamente alla sua base per generare consenso. Del resto è probabile che Trump non sparirà dalla scena pubblica dopo le elezioni Usa, con milioni di persone che lo sostengono e alla ricerca di un leader che gli dia una direzione.
Intanto Donald Trump ha lanciato il primo spot ufficiale per le presidenziali, incentrato ancora una volta sulla ‘sicurezza’ per gli americani, “Rendere l’America di nuovo sicura”, “una produzione brutta e disonesta, che dimostra che Trump non è per niente cambiato”, commenta il Washington Post: clandestini dipinti come invasori e guerra senza quartiere all’Isis. La campagna dovrebbe durare una decina di giorni e battere a tappeto Pennsylvania, Ohio, Florida, e North Carolina, in particolare negli Stati dove Trump è in svantaggio, come la Carolina del Nord, dove, se perdesse, potrebbe mettere la parola fine alla sua corsa verso lo Studio Ovale.
