Referendum costituzionale: Angelino ma che stai a dì?
16 Novembre 2016
Scorrendo le agenzie che parlano del referendum costituzionale, salta agli occhi questa notizia in assoluta controtendenza rispetto ai sondaggi che continuano a dare il NO in vantaggio: “Fronte del Sì avanti di 10 punti”. Renzi allora ce l’ha fatta, i sondaggi si sono improvvisamente rovesciati? No. Si tratta di una dichiarazione di Angelino Alfano, che a Radio Anch’io ha detto: “In realtà, se guardiamo i sondaggi, siamo quasi pari e patta, oggi. Il fronte del sì guadagna quasi 10 punti”.
Il ministro dell’Interno e leader di Ncd spiega quindi che “il fronte del NO sembra in vantaggio perché sta facendo una campagna pubblicitaria fondata su maggioranza e opposizione. Le opposizioni sono due, il blocco grillino e quello di centrodestra, in due contro uno fa di più. E’ il fronte del Sì che rispetto ai partiti che lo compongono guadagna più di dieci punti”.
Angelino, ma che stai a dì? Nel disperato tentativo di “cambiare verso” alla realtà, il ministro degli interni riprende un argomento che negli ultimi tempi è stato tirato fuori più volte, e che suona così: se Renzi perde il referendum prenderà comunque almeno il 45% dei voti, quindi vince, perché lui è solo con la sua maggioranza (Alfano e Verdini) mentre dall’altra parte ci sono tutte le opposizioni, dai grillini a Fratelli d’Italia, tutti per il no.
Alfano lo rielabora in modo contorto, così contorto da sostenere che il sì “è avanti di 10 punti”. Ma rispetto a che? Alle scelte dei cittadini italiani? No, rispetto alla somma dei partiti che sono per il NO, come se, davanti a un quesito che riguarda la costituzione – la carta dei valori fondamentali di una democrazia – ci si schierasse solo in base alle appartenenze politiche.
Secondo questo ragionamento, chi vota sì è automaticamente iscritto al partito di Renzi (e di Alfano e Verdini) mentre il totale degli elettori per il NO vanno suddivisi tra le forze di opposizione. Si tratta di un’illusione ottica, perché alle elezioni politiche ognuno tornerà a votare come gli pare, ma il fatto che si ricorra a questo patetico argomento fa capire che Renzi non ha alcuna voglia di andarsene, come invece in altri tempi ha più volte ripetuto.
Vedrete che dopo l’eventuale sconfitta ricorrerà propria alla ferrea logica alfaniana, e spiegherà che non ha perso, ma quando mai, questa è solo la versione dei gufi. No, non ha perso, anzi ha vinto, perché i sì sono tutti voti suoi.
E si dipingerà come un eroe che ha vinto una battaglia impari, solo contro tutti: l’inerme Davide al governo, con il misero aiuto dei suoi soldi (almeno 4 milioni buttati nella campagna referendaria), con la banda di poveri che lo sostiene (banche, Confindustria, la Ue contro cui oggi finge di combattere, JP Morgan, Obama, le agenzie di rating, ecc.), con la sola fionda rappresentata da Rai e dalla sfilza di giornaloni che fa propaganda per il sì, contro il temibile Golia del popolo del NO.
