Strage di Nizza, il killer si spostava tra Francia e Italia
06 Ottobre 2016
Sono passai tre mesi dall’ attentato di Nizza e stanno emergendo nuovi dettagli su Mohamed Lahouaiej–Bouhlel – il camionista-killer che durante le celebrazioni per la festa nazionale del 14 luglio si scaraventò col suo camion sulla Promenade des Anglais uccidendo 89 persone. Si parlò subito di quella che venne definita ‘radicalizzazione–express’, gli erano bastate poche settimane per ambientarsi, insomma. Eppure, ora, emerge che l’uomo descritto come “megalomane”, “violento”, “narciso” e “seduttore” frequentava ambienti islamici radicali da almeno un anno.
E non solo. Secondo quanto, finalmente, emerso il franco-tunisino “si recava regolarmente in Italia con degli uomini barbuti, radicalizzati, per portare del cibo ai migranti siriani“. Addirittura, tra l’altro, il 5 agosto 2015, un anno prima dell’attacco, venne “controllato al confine di Ventimiglia mentre si trovava a bordo di una Fiat con tre uomini di cui uno noto ai servizi di intelligence per un dossier legata alla filiera siriana”. A rivelare che l’attentatore era solito attraversare il confine è stato uno dei presunti complici fermati nei mesi scorsi nel quadro dell’inchiesta della procura antiterrorismo.
Nelle mani degli inquirenti è finito anche un misterioso Sms inviato dal terrorista alla compagna il 4 febbraio 2015: “Tuo fratello Ibrahim è Siria jihad”. Per gli esperti potrebbe voler dire che lui o la donna avessero familiari o amici tra le fila dei jihadisti. Quel che è evidente, comunque, è che contrariamente a quanto riferito in un primo tempo dal premier Manuel Valls e dal ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, non si è trattato di stata una ‘radicalizzazione lampo’. Il procuratore, Francois Molins aveva persino fatto riferimento ad un interesse “recente” del killer per la jihad, mentre gli elementi arrivati alla stampa raccontano che Bouhlel era legato ad ambienti vicini all’Islam radicale da almeno un anno. Ma precisamente quali erano i contatti di Bouhlel in Italia e i nostri servizi hanno ricostruito la rete delle persone o dei sospetti legati al killer?
