Iowa, caos su caucuses Dem: risultati in ritardo (e Trump gongola)

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Iowa, caos su caucuses Dem: risultati in ritardo (e Trump gongola)

Iowa, caos su caucuses Dem: risultati in ritardo (e Trump gongola)

04 Febbraio 2020

77% Sanders, 68 % Warren, 55 %Biden. La Fox, ieri notte, ha dato queste percentuali, relative agli elettori che hanno risposto «sì» ad una richiesta di contatto da parte dei tre candidati (tra gli altri), per i caucuses dello Iowa, per il partito democratico. Sono al momento le uniche percentuali che si hanno per farsi un’idea su chi abbia vinto questa prima chiamata al voto per designare lo sfidante dem del presidente repubblicano Trump, alle prossime presidenziali. Poiché per il resto, è ancora buio totale sui risultati della consultazione. Un flop digitale, dovuto al cattivo funzionamento della app che avrebbe dovuto gestire la scelta dei 41 delegati alle primarie, tant’è che proprio in queste ore dal quartier generale dem hanno fatto sapere che cominceranno con un conteggio manuale dei voti. Nel caos, intanto si è autoproclamato vincitore Buttigieg, non si sa bene a quale titolo, mentre invece sugli schermi Usa andavano in onda le interviste, con tanto di countdown sull’inizio dei primi dati, da cui, spesso, è emerso, dagli interpellati, la domanda «Too far left?».

Estrema sinistra che vince, dunque, visto che Sanders e Warren si pensa che stiano tirando la volata, con il moderato Biden, ex vice di Obama, distaccato? Se si guardano i comizi nel freddo Iowa, ancora con la neve sulle strade, sembrerebbe di sì, visto che il più gettonato è stato proprio quel «Bernie» che nel suo programma ha inserito università e sanità gratuite. Insomma, un forte appeal sui giovani, quello di un anziano senatore settantottenne, con una strizzata d’occhio a chi è un po’ avanti con l’età, con a ruota la senatrice Warren, più concentrata ad abbattere The Donald, nei suoi interventi, che altro. Il tutto mentre negli “alert” televisivi d’oltreoceano, in attesa dei risultati finali, le immagini degli appuntamenti con gli iscritti al voto, nei più che 1600 caucuses del primo stato in cui è cominciata la corsa per le elezioni 2020, si mostrano Sanders e Warren già proiettati ai prossimi caucuses (North Carolina, New Hampshire ecc….).

Chi gongola, è ovviamente Trump: «Grande vittoria per noi nell’Iowa questa sera. Grazie!», ha gioito il presidente via Twitter, con i problemi «tecnici» dei democratici che hanno fatto il paio con i caucus del partito repubblicano, i quali hanno dato a The Donald oltre il 90% delle preferenze. Non s’è fatta scappare l’occasione neanche Brad Parscale, il direttore della campagna elettorale di Trump: «Crisi di nervi nel partito democratico: non riescono a gestire i caucus e vogliono governare. No grazie», ha commentato dopo le incertezze del voto in Iowa. Intanto, più a est, precisamente a Washington, ci si prepara al voto di domani in Senato sull’impeachment intentato contro Trump dai democratici, a qualche giorno di distanza dalla bocciatura sul tentativo dei dem di acquisire nuove testimonianze per mettere in stato di accusa il presidente Usa, per abuso di potere e ostruzione al Congresso. Un’assoluzione scontata, che, se si aggiunge ai numeri che stanotte Trump snocciolerà nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, rappresenterà uno sprone tale da spianare, sempre di più, soprattutto dopo la débâcle dei caucuses dem dello Iowa, la gara per un bis alla Casa Bianca.