Coronavirus nelle carceri: non tutti ricorrono alla violenza

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Coronavirus nelle carceri: non tutti ricorrono alla violenza

16 Marzo 2020

Nei giorni scorsi, anche in questa sede si è dato atto di come la diffusione del Coronavirus abbia creato non pochi problemi all’interno degli istituti detentivi italiani. Alcuni detenuti hanno scelto di togliersi la vita, ingerendo quantitativi spropositati di farmaci e psicofarmaci, in risposta alle misure adottate dal Ministro Bonafede per contenere, anche nelle carceri, i contagi da Covi-19.

E quindi: stop alle visite familiari, stop al lavoro dei volontari e stop alla possibilità, per alcuni reclusi, di prestare servizio in cooperative o associazioni che mirano al reinserimento lavorativo una volta scontata la pena. Se quindi c’è chi ha reagito a tali provvedimenti restrittivi ricorrendo a morte e distruzione, buone notizie arrivano invece da Venezia, dove le detenute della Casa di Reclusione della Giudecca hanno donato la cifra simbolica di 110 euro al Reparto di Terapia Intensiva dell’Angelo di Mestre. “Queste ragazze hanno dato tutto ciò che avevano”, spiega suor Franca a Tgcom24. “Volevano far sentire la loro solidarietà alla popolazione veneziana, a medici e infermieri in prima linea e all’Italia intera che sta subendo questo flagello. La loro è una bella voce da far sentire”. In questo modo, “le donne della Giudecca si sono dissociate dalle proteste violente; le detenute hanno scelto la via della solidarietà, quella più efficace e che può ricongiungere tutti”. E se è vero che attualmente ognuno di noi vive la sua piccola reclusione quotidiana tra le mura domestiche, va detto che notizie come quella appena riportata andrebbero notevolmente evidenziate, poiché in queste ore stanno facendo scalpore solamente le raccolte fondi organizzate dai vip e dai personaggi del mondo dello spettacolo.
Le piccole realtà, ancora una volta, vengono messe in secondo piano, nella speranza che qualcuno si accorga della loro esistenza e inizi così a valorizzarle. Si dia quindi ampio spazio a chi dona pur avendo poco da donare, a chi sorride pur avendo scarsi motivi per sorridere. A chi si spende in queste ore per dare all’Italia e a noi tutti un futuro migliore.