I trans e i superpoteri di Orban: ma che c’azzecca?

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I trans e i superpoteri di Orban: ma che c’azzecca?

I trans e i superpoteri di Orban: ma che c’azzecca?

07 Aprile 2020

La decisione del parlamento ungherese, che ha affidato al Primo Ministro Viktor Orbàn i super poteri per affrontare l’emergenza coronavirus – suscitando nel mondo progressista sdegno e preoccupazione per quella che è stata definita forse in maniera pregiudiziale come una deriva totalitaria – è avvenuta in linea con i principi della costituzione ungherese e soprattutto dopo un passaggio parlamentare assolutamente democratico.

I nuovi poteri affidati al Primo Ministro dalla decisione del parlamento gli consentono di gestire l’emergenza con la massima celerità e soprattutto di accentrare nelle sue mani, decisioni che altrimenti dovrebbero essere condivise con gli altri organi costituzionali.

Gran parte dei media hanno lanciato l’allarme golpe e fiumi di inchiostro sono stati cosparsi in congetture e profezie sul futuro dell’Ungheria, senza dimenticare che il passaggio parlamentare di per sé annulla gli allarmismi circa un atto di forza antidemocratico. In verità il parlamento di Budapest si è espresso nel pieno della sua libertà, in base certo alla sua maggioranza politica, che altro non è che espressione della volontà popolare, elettoralmente espressa. Ma le ipotesi che vedono sorgere un regime totalitario, cedono il passo davanti alla realtà politica: se infatti Orbàn ha una maggioranza politica schiacciante, che si è manifestata nelle elezioni degli ultimi dieci anni, non bisogna dimenticare che in Ungheria le opposizioni esistono e hanno anche ottenuto dei successi recenti come la vittoria elettorale a nelle comunali di Budapest. Certo non è cosa rara che in alcuni paesi alle opposizioni siano lasciate le briciole in luoghi nei quali non posso nuocere, ma questo non è il caso dell’Ungheria e forzare in tal senso significa storpiare la realtà dei fatti.

Nel pieno rispetto dei lineamenti della democrazia parlamentare Orbàn dovrà conservare i suoi poteri limitatamente al coesistere dell’emergenza, senza tendere oltre, cosi da dissipare ogni dubbio, decisione che spetta unicamente alla sua carica in base a quanto disposta dai poteri straordinari previsti dallo stato di eccezione.

Per questo la notizia trapelata secondo la quale l’Ungheria sia in procinto di emanare una legge che metta uno stop ai c.d. transgender ha scatenato l’ira e la protesta di associazioni dei diritti civili, lobby LGBT e altre organizzazioni internazionali, che parlano di ritorno agli anni bui, e ai regimi “totalitari e omofobi degli anni ‘30”; certo sarebbe cosa assai grave, a prescindere dal giudizio morale che ogni individuo attribuisce, se si approfittasse di poteri straordinari ottenuti con un preciso scopo che è quello di affrontare l’emergenza coronavirus i maniera celere ed efficace. Peccato però che la l’Ungheria non ha emanato nessuna legge. Infatti come riportato dalla gazzetta del parlamento Ungherese si parla di “Proposta di legge”, depositata dal vice primo ministro Zsolt

Semjen, che dovrà essere discussa e approvata dal parlamento ungherese. Dunque nessun abuso dei super poteri, ma semplice ordinaria attività legislativa.

Se Viktor Orbàn sarà un dittatore oppure un Primo Ministro che assume su di sé la pesante responsabilità della gestione dell’emergenza del covid19 – la peggiore epidemia del nostro secolo – sarà la storia a dirlo. Se egli restituirà i poteri e riconvocherà il parlamento lo scopriremo nei prossimi mesi.