Veltroni: il Pd correrà da solo
19 Gennaio 2008
di Redazione
“Con qualsiasi sistema elettorale, il Pd correrà da solo”. Walter Veltroni lancia la sua sfida ad alleati e avversari e invita Silvio Berlusconi a fare altrettanto.
Immediate le reazioni, negative, delle altre forze politiche dell’Unione, a cominciare da Rifondazione che avverte: “Così destabilizzi il governo”. Il leader del Pd parla a Orvieto, al convegno dei liberal del partito, e dice chiaro e tondo: “Quale che sia il sistema elettorale, correremo da soli” suggerendo al leader di Fi di fare lo stesso: “Abbia lo stesso coraggio, riconosca che con Udc, An e Lega ci sono delle differenze e dica quello che ho detto io”. Da Rifondazione si esprime preoccupazione per l’uscita di Veltroni proprio in un momento così delicato per il governo chiamato a prove impegnative la prossima settimana in Parlamento, ma dal punto di vista politico, nessun timore, anzi la “sfida di Veltroni mostra l’urgenza di unire la sinistra”, dice il segretario Franco Giordano. Insorgono anche gli altri partiti della sinistra, Verdi e Pdci, e anche da Di Pietro, ma Veltroni viene duramente attaccato anche da esponenti del suo partito: Rosy Bindi lo accusa, seppur velatamente, di prepararsi alle elezioni anticipate mentre Arturo Parisi critica l’ipotesi di sfasciare la coalizione perchè il Pd non può pensare di avere la maggioranza assoluta dei voti: “Un partito che fa questa affermazione si riserva di decidere le alleanze al di fuori della prospettiva elettorale. Di farle e disfarle in Parlamento”. Dal centrodestra Gianfranco Fini si dice convinto che Berlusconi non cadrà nella trappola di Veltroni, a suo avviso infatti “per Forza Italia rinnegare i valori unitari della Cdl sarebbe un suicidio politico oltre che elettorale”. Il leader di Forza Italia non si sbilancia e all’ipotesi di andare da solo al voto replica con una “vedremo. La situazione nella sinistra è molto diversa da quella del blocco liberale – spiega Berlusconi -: la sinistra deve fare i conti con una sinistra estrema, radicale, antagonista, mentre nel centrodestra esiste una comunione di valori che è certamente diversa”. Le sorti del governo per il vicepremier Francesco Rutelli, sono ormai decisamente legate all’accordo sulla legge elettorale, perchè il referendum potrebbe portare ad una crisi. Anche l’altro vicepremier, Massimo D’Alema, oggi in un’intervista, aveva sollecitato a non perdere l’occasione della bozza Bianco per fare una riforma a breve. E dai partiti che più osteggiano l’ipotesi referendaria, Udc e Prc, arriva una esortazione ad andare avanti con l’intesa al Senato. Pier Ferdinando Casini si rivolge a “Veltroni e Berlusconi” perchè “trovino un compromesso”, mentre Giovanni Russo Spena chiede al leader del Pd ad impegnarsi per il voto di martedì al Senato sulla bozza Bianco, senza ulteriori modifiche, che il Prc non accetterebbe.
