Dove sono i “dodici punti per cambiare l’Italia”?
29 Febbraio 2008
Erano “dodici punti per cambiare l’Italia”. Ora sono
diventati una premessa; i quattro problemi dell’Italia; dieci pilastri
programmatici e dodici azioni di governo. Quindi in gran parte un’altra cosa,
ancora provvisoria perché il testo definitivo del programma PD sarà
presentato il 13 marzo prossimo.
La premessa. Viva la pace con il
multilateralismo. Viva l’Europa “massima possibile” e non quella “minima
indispensabile”. Viva il Mediterraneo “hub (non è un singulto, come ha
pensato il mio vicino di casa) politico ed economico mondiale”. Viva gli Stati
Uniti (i perdenti si appiattiscono sul vincente).
L’Italia può farcela perché
imprenditori e lavoratori assieme vinceranno nella competizione globale;
perché i giovani lottano contro le mafie e perché ben 3,5 milioni di italiani
hanno partecipato alle primarie del PD ( osa c’entri questo opinabile concetto
nel ragionamento non è dato capire).
L’Italia ha quattro problemi:
inefficienza, disuguaglianza, poca libertà di perseguire il proprio disegno di
vita (sic), scarsa qualità della democrazia.Chi vive sa che in Italia non ci
sono quattro problemi ma almeno quaranta e questi quattro, nella loro
banalizzazione, non sono tra i più importanti.
E veniamo ai 10 “pilastri”.
Sicurezza; sviluppo inclusivo (il mio vicino non ha capito); concorrenza e
merito; welfare universalistico (già questo welfare ha cominciato a rompere;
%0Ase poi il suo aggettivo è “universalistico”, allora è veramente “…una notte buia
e tempestosa”); educazione, ascensore sociale; spendere meglio e meno (contro
il normale “spendere meno e spendere
meglio”); pagare meno, pagare tutti (dal Manzanarre al Reno);
diritto dell’economia che liberi le energie vitali (?);sostenibilità e
qualità ambientale (un giorno qualcuno spiegherà il vero significato
dell’aggettivo “sostenibile” , e del suo più complicato sostantivo, riferito
all’ambiente); Stato forte e sussidiarietà (sussidiarietà non è nel vocabolario
Devoto-Oli , per il piacere del mio solito vicino di casa).
Ora finalmente le 12 azioni di
Governo.
Spendere meglio e meno. Il
ritornello generico su sprechi e margini di recupero di efficienza viene
ripetuto con convinzione e chiarezza di messaggio (come il “ benchmarking”, il
“turn over selettivo e parziale”, il no allo “spoil system”). I miei vicini
hanno chiesto alla locale sede del PD, ex sede del PCI la traduzione. Non c’ è
stata risposta, se non un “lascia fare: il compagno Veltroni: è uno ganzo!”
Per un fisco amico dello sviluppo. Su questa combinata dovremmo fare considerazioni più approfondite. L’annuncio
sarebbe però meno tasse per tutti ma detto dagli uomini di Prodi e di Visco non
sembra molto credibile . O no ?
Cittadini ed imprese più sicuri.
Viva le polizie di quartiere.
Diritto alla giustizia giusta. Lasciamo
fare a Di Pietro: tranquilli !
L’ambientalismo del fare: per
capire bisogna riandare alle polemiche con il Ministro dell’Unione, ora
Arcobaleno, Pecoraro, che veniva accusato di ambientalismo del non fare, del
bloccare. E quindi qui si snocciolano azioni industriali e ambientali le più
diverse, salvo le poche essenziali, che comportano scelte vere, come quelle
energetiche (si parla in sostanza solo della “rottamazione del petrolio”, con
terminologia immaginifica , ma un po’ cretina, oltre ai soliti peana, del
tutto fuori luogo, sul gas ).
Poi arriva lo Stato sociale con
la sicurezza sul lavoro, le donne asso dello sviluppo, i 1000 ora diventati (in dieci giorni) anche 1100 euro (100 in più o in meno che importa?) per il
salario minimo dei precari, la lotta alla “trappola” (?) della precarietà, la
formazione permanente, la creatività dei giovani, le case in affitto (sono
però scomparse le 700 mila del primo programma, a 300-500 euro mensili, sempre
in dieci giorni), l’indennità di accompagnamento per i disabili, la sanità,
gli ospedali, il no alle nomine clientelari e partitiche (avete capito ex
comunisti ed ex democristiani?); e infine due grandi novità: le cure
odontoiatriche e la telemedicina.
Scuola Università e ricerca.
Anche qui sembra utile approfondire a parte le proposte. I “100 campus
universitari e scolastici” sono
diventati “ 100 nuovi campus della
scuola dell’obbligo”. Un’altra cosa.
Imprese più forti per competere
meglio. Il Governo darà incentivi e guarderà soprattutto alle piccole e medie
imprese, contrastando la burocrazia statale (?).
La concorrenza produce crescita
e quindi viva il mercato ! Ma va là !
Sud: non un peso, ma un’
opportunità per la crescita dell’Italia. Il mio vicino è meridionale
sessantenne. Ha detto che l’orchestra suona sempre la stessa musica: il grave
è che non se ne è accorta.
Democrazia governante. Meno
parlamentari, meno ministri e uno statuto per l’opposizione, da fare tutti
assieme.
La TV dell’era digitale: seguire
le regole europee.
Ecco la struttura della nuova
proposta PD per governare il Paese. Si potrebbero dire molte cose, a favore e
contro, in questo Luna Park programmatico e americaneggiante, che va dalle
montagne russe, al tiro a segno, dalla giostra, al “ calcio in culo”, con la
premessa generale, traslata dalla campagna elettorale americana, “si può fare” : ma cosa si può fare ?
Certamente qualcosa si e qualcosa no .
Per queste molte e confuse intenzioni, valga una frase del liberale Luigi Einaudi: (per
chi scrive è un monito, che sta nella sua agenda da più di 30 anni) “…Non ho
nessuna paura dei socialisti al governo. Temo solo che si impossessino degli
enti nei quali si maneggia il denaro. Non che dubiti della loro probità. Mi fa
paura la loro leggerezza, la loro incompetenza, a volte la loro incoscienza”.
