Una “Striscia la notizia” albanese mette nei guai il premier Berisha

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Una “Striscia la notizia” albanese mette nei guai il premier Berisha

18 Gennaio 2011

Il 2010 per alcuni leader balcanici è stato definito il periodo peggiore dell’anno. Ma anche il 2011 non scherza. Anzi comincia sulla stessa scia. Il vicepremier albanese Ilir Meta si è dimesso martedi 11 gennaio dagli incarichi di governo dopo la pubblicazione di un video in cui, nel marzo del 2010, all’interno dell’ufficio dell’ex ministro dell’economia Dritan Prifti, chiedeva chiarimenti su una trattativa di un appalto nel settore dell’Energia. Chi non conosce il contesto sicuramente ne capisce poco. Ma di cosa si tratta?

Il primo marzo Ilir Meta, Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri si incontra con DritanPrifti, Ministro dell’Economia, nell’ufficio di quest’ultimo. Sono entrambi fondatori del Movimento Socialista per l’Integrazione (LSI) di cui Meta è il leader e Prifti uno dei Vice Presidenti. La situazione è un po’ tesa e Meta, agenda in mano, chiede conto a Prifti su alcune questioni. Il Movimento Socialista per l’Integrazione, la forza politica chiave per la stabilità della maggioranza guidata dal premier di centrodestra Sali Berisha, ha confermato che "continuerà ad offrire il suo sostegno al governo". Meta ha ripetuto che il video trasmesso "è stato un vergognoso trucco a scopi politici" ma che la sua decisione intende aprire la strada perché "la giustizia faccia il suo lavoro". Per questo motivo egli ha annunciato la rinuncia volontaria alla sua immunità parlamentare contro le accuse di corruzione a cui lo inchioderebbe il video trasmesso dal programma satirico "Fiks Fare", una specie di Striscia la Notizia albanese. Inoltre ha aggiunto che "di fronte alla giustizia io vorrei essere un semplice cittadino come tutti gli altri", annunciando di voler intraprendere "una battaglia legale" nei confronti dell’ex ministro dell’economia Prifti. Quest’ultimo è responsabile della registrazione del compagno di partito, Ilir Meta.

Resta il fatto che l’ex Ministro dell’Energia ha conservato il video per oltre 9 mesi prima di renderlo pubblico, sferrando così un attacco volto a colpire il Governo di Berisha. Intanto la Procura della Repubblica ha già annunciato l’avvio di un procedimento penale sulla vicenda "per il reato di corruzione e abuso d’ufficio". Ovviamente l’opposizione ha cavalcato l’indignazione sui media. Per Edi Rama, leader dell’opposizione socialista al governo di centro destra "In ogni paese (…), questo episodio avrebbe provocato non soltanto le dimissioni di un membro del governo, ma del tutto il governo". Di parere contrario è il Primo Ministro albanese Sali Berisha che nel corso di una conferenza stampa, indetta subito dopo l’annuncio delle dimissioni del Vicepremier Ilir Meta, ha detto "La coalizione di Governo è ben salda, e questo esecutivo continuerà il lavoro svolto sinora". La posizione del Premier è molto ferma e sicura, rimettendo così alla procura l’onere di stabilire la verità. Non risparmia critiche nei confronti di Edi Rama, ritenendolo ancora responsabile dell’organizzazione di questa campagna di denigrazione.

Ma se il mercoledì è stato il giorno dei posizionamenti nelle proprie trincee, giovedì si è trasformato nella giornata in cui cercare una verità da offrire all’opinione pubblica. Prifti si presenta in Procura per deporre e consegnare l’originale del video lungo 13 minuto e 30 secondi, quasi il doppio di quello trasmesso in tv. Dal canto suo, Berisha rompe il silenzio dopo più di 36 ore. "Su una cosa dovete essere sicuri: se volevo, il video non sarebbe arrivato a voi", ha detto Berisha ai giornalisti, ammettendo che Prifti gliel’aveva portato, ma lui non l’aveva accettato perché il suo governo non cede ai ricatti. Berisha ha chiesto alla procura di indagare, anche perché in una parte del video c’è un taglio di almeno 20 secondi che collegherebbe Berisha alla concessione.

Di fatto, il taglio del video apparso sul programma "Fiks Fare" sembra essere intenzionale almeno per la parte che riguarda Berisha. Verso la fine della discussione sulla concessione, Meta dice a Prifti di aver parlato "anche con il dottore ed entro una settimana la cosa si chiude". In verità, manca una sequenza di venti secondi che cambia totalmente il contesto in cui Meta menziona "il dottore", cioè Berisha. Si tratta del Direttore della Corporazione Energetica Albanese, non c’entra niente con la concessione, e non sembra essere neanche un argomento rilevante a fini corruttivi. Poi un’altra sequenza di 53 secondi. Tuttavia Edi Rama ha convocato il 21 gennaio prossimo a Tirana una grande manifestazione "per protestare e accelerare la fine del potere di Berisha". I socialisti non hanno mai riconosciuto la vittoria del centro destra alle legislative di giugno 2009 e da allora boicottano i lavori parlamentari. "E’ arrivato il momento per una grande mobilitazione popolare contro questo potere, responsabile di frodi elettorali, ma anche di grandi ingiustizie economico e sociali" ha dichiarato Rama.