Le forze in campo si sono ribaltate
21 Marzo 2011
Non è più tempo di risoluzioni e controrisoluzioni. Aveva iniziato l’Onu con la ormai celebre Diciannove Settantatrè che ha parlato di crimini contro l’umanità in Libia, ha imposto il cessate-il-fuoco e la zona di non sorvolo, ha condannato l’impiego di mercenari stranieri e ha decretato il congelamento dei beni delle autorità libiche ovunque nel mondo. Ha proseguito Al-Qaeda nel Maghreb islamico che ha gridato con forza agli insorti libici "Non fidatevi di Usa e Nato, come fate ad aspettarvi del bene o un aiuto da parte loro? Fate affidamento solo sulla vostra forza e sull’Islam, che è lo spirito e la forza propulsiva della rivoluzione in corso nel mondo arabo. Voi musulmani della Libia dovete essere vigili e pronti, non fidatevi di qualsiasi ruolo americano, evitate che gli approfittatori cavalchino l’onda della rivoluzione".
Hanno poi fatto seguito i comunicati finali delle riunioni della Nato, della Ue, della Lega Araba, ma le ultime parole prima di passare ai fatti le pronuncia Sarkozy all’Eliseo: "Fermiamo la follia omicida!". In quel momento i caccia francesi stanno già sorvolando la Cirenaica e due ore più tardi scoppiano le prime bombe sui carri armati gheddafisti, sganciate dai jet francesi. Entro la prima ora di guerra 110 missili da crociera americani e inglesi distruggono obiettivi militari governativi. A questo punto la contesa fra lealisti e insorti, prima alquanto sbilanciata in favore dei primi, si riequilibra e tende a ribaltarsi. I punti di forza dei governativi consistono innanzitutto nell’apparato militare quantitativamente superiore. Un esercito di 40mila soldati ben addestrati, con 2.400 cannoni, 2mila carri armati e una cinquantina di elicotteri, una milizia di 44mila uomini e un’aeronautica che dispone di 420 caccia e 90 aerei da trasporto sono assetti che pesano, anche senza contare gli 8mila marinai e una trentina di unità navali di vario tipo.
Altri punti di forza dei governativi risiedono nell’organizzazione consolidata e nella rete di risorse "occulte" come i servizi segreti, i cecchini e i mercenari stranieri, mentre quello degli insorti sta nell’appoggio fornito dalla Coalizione internazionale, padrona non soltanto dei teatri aereo e marittimo ma anche di due asset fondamentali, anche se non vengono mai citati: il cyberspazio e lo spazio extra-atmosferico, con tutti i satelliti spia che lo popolano. Una situazione simile a quella già verificatasi in Afghanistan con l’Alleanza del Nord sostenuta dagli Angloamericani. I punti di debolezza degli insorti consistono nell’inferiorità numerica, nell’inesperienza militare e nella mancanza di una leadership preparata, anche se alcuni comandanti dell’esercito sono passati dalla loro parte e anche se possono disporre di armi e materiali di cui hanno fatto man bassa nelle caserme della Cirenaica.
Ma la grossa vulnerabilità dei governativi sta nel fattore psicologico. Mentre gli avversari sono galvanizzati perché sanno di giocare una partita in cui l’arbitro non solo fa il tifo per loro ma gioca al loro fianco, i fedeli a Gheddafi sanno bene che ad ogni scoppio di bomba occidentale centinaia di persone passano dalla parte degli insorti e che più si va avanti, più numerosi saranno coloro che saliranno sul carro del vincitore.
(Tratto da Il Tempo)
