La strana catena di comando

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La strana catena di comando

23 Marzo 2011

Chi comanda le operazioni contro la Libia? "Il Comando di Napoli Capodichino!", rispondono i pochissimi che hanno ascoltato le parole di Berlusconi dopo il vertice di Parigi. "No, l’Italia, da Napoli!", rispondono i pochi che lo hanno ascoltato meno attentamente. Trascurando la scontata risposta della stragrande maggioranza ("Non lo so"), va subito detto che le risposte sono entrambe sbagliate. Le dichiarazioni del premier costituivano non una certezza ma un auspicio, basato sul buonsenso e sulla geografia del comando NATO di Napoli, situato in posizione strategica sulla sponda nord del Mediterraneo, perfetto per gestire le operazioni sulla sponda sud del "Mare Nostrum", anzi del "Mare Lorum", e poi vedremo perché.

A Napoli, infatti, e per la precisione a Bagnoli, è ubicato il Comando Congiunto Alleato Sud della NATO, fratello di quello che guarda a Nord e che sta a Brunssum in Olanda. Questo comando Sud, multinazionale e interforze, qualunque sia il suo nome che negli anni è mutato più di una volta, è sempre stato appannaggio di uno statunitense, considerato che da esso dipende la Sesta Flotta americana e che gli USA non la metterebbero mai sotto comando altrui. Anche oggi questo comando di Bagnoli è affidato ad un ufficiale americano a quattro stelle, nella fattispecie l’ammiraglio Samuel (Sam per gli amici) J. Locklear III. Da lui dipendono tre comandi a tre stelle "di componente", ovvero composti da una sola forza armata: uno navale nell’isola di Nisida, uno aereo a Smirne in Turchia e uno terrestre a Madrid, nessuno dei quali ha nulla a che vedere con le operazioni in Libia.

Il tricipite Ammiraglio Locklear, però, ha anche due altri cappelli, quello di comandante delle forze navali USA in Europa e quello di comandante delle forze navali statunitensi in Africa. In quest’ultima posizione dipende dal neocostituito Africom, il comando USA per l’Africa, che ha sede nientemeno che a Stoccarda e che è nelle mani del Generale, ovviamente USA, Carter F. Ham. Ecco dunque che la nebbia comincia a diradarsi: il comandante supremo dell’operazione è il Generale americano Ham e l’Ammiraglio USA Locklear è il comandante dell’operazione "Odyssey Dawn", alba dell’odissea, quella che fin dall’inizio è stata tradotta male in "odissea all’alba".

Ma questo nomignolo caratterizza solo la componente americana dell’operazione di attivazione della Nfz, ogni altro paese inventerà, more solito, un proprio nickname, tanto per elevare il livello di confusione e ambiguità. E gli altri Paesi che sganciano bombe sulla Libia? È presto detto: le forze aeree britanniche sono comandate dal centro operativo inglese di Northwood, mentre quelle francesi sono comandate dal centro operativo francese di Lione. Le attività di entrambi questi comandi, però, sono coordinate dal comando USA per l’Africa di Stoccarda (coordinate, non comandate, dato che i Francesi sono un po’ riluttanti a farsi comandare da strutture americane o dell’Alleanza atlantica).

In conclusione, spiace deludere chi credeva che l’Italia giocasse un ruolo determinante. Il comando di Napoli è interessato, almeno per ora, molto relativamente e solo nella sua componente americana, non in quella NATO (il coinvolgimento della quale è stato finora escluso dal parere contrario di Francia e Turchia) e tantomeno italiana. Dire che la no-fly zone è comandata dall’Italia è come affermare che "Alba dell’odissea" è comandata dalla Germania, solo perché Stoccarda si trova casualmente là.

(Tratto da Il Tempo)