Giappone. Governo: “Possibile fuoriuscita plutonio”
29 Marzo 2011
di Redazione
Il governo giapponese valuta come "possibile" la fuoriuscita di plutonio dalla centrale nucleare di Fukushima. Secondo il capo di gabinetto, "ci saranno più controlli anche nelle aree intorno all’impianto".
Quanto all’acqua fortemente tossica, il reattore n.2 è ritenuto essere nella condizione più pericolosa: la radioattività è di 1.000 millisievert/ora, pari a quattro volte il livello massimo di esposizione annuale cui può essere esposto un lavoratore in condizioni d’emergenza.
Intanto, si discute in Giappone sul futuro della società Tepco, che ha in gestione la centrale nucleare di Fukushima, al centro di forti polemiche per come ha operato nell’emergenza scaturita dal sisma. Mentre si rincorrono le voci di una possibile nazionalizzazione da parte del governo il capo di gabinetto, Yukio Edano, rispondendo alle domande rivoltegli in proposito durante una conferenza stampa si è limitato a dire che in questa fase: "La prima priorità del governo è istruire Tepco perché faccia il possibile per contenere gli incidenti e affrontare le relative conseguenze".
La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi le contrattazioni segnando un calo dello 0,21%, scontando i timori legati alla capacità di mettere in sicurezza la centrale nucleare di Fukushima dopo che la società di gestione, la Tepco, ha annunciato di aver rilevato tracce di plutonio nell’area dell’impianto. Di conseguenza l’indice Nikkei scivola a 9.459,08, riducendo di molto le perdite della prima parte di una seduta segnata dal caso Tepco. Le azioni della prima utility asiatica, dopo il crollo dei giorni scorsi che hanno mandato in fumo circa 30 miliardi di dollari in capitalizzazione, non sono riuscite a fare prezzo per i massicci ordini di vendita che hanno portato a un teorico di 566 yen, in calo del 19% contro la chiusura di ieri a quota 696. Il tutto a causa delle indiscrezioni di stampa, smentite dal governo nipponico, di un piano per nazionalizzare la compagnia in vista dei pesanti oneri finanziari per i risarcimenti della crisi della centrale.
