A 7 mesi dal disastro nel Golfo del Messico la BP torna all’utile

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

A 7 mesi dal disastro nel Golfo del Messico la BP torna all’utile

02 Novembre 2010

Oggi British Petroleum ha pubblicato i risultati finanziari del terzo trimestre, che segnalano un ritorno all’utile da 1,79 miliardi di dollari. BP è la società inglese operante nel settore energetico al centro delle critiche per il disastro ambientale avvenuto nell’aprile scorso.

La società è in ripresa dunque. Meglio dei tre mesi precedenti, che si erano chiusi con una voragine di bilancio da 17 miliardi, anche se sulle prospettive del gruppo continuano ad incombere i costi del disastro ambientale causato dal mega incidente alla piattaforma Golfo del Messico. Su questo fronte il bilancio, ancora provvisorio, ha già raggiunto l’astronomica cifra di 39,9 miliardi di dollari.

Il risultato netto di Bp resta così inferiore ai 5,34 miliardi realizzati nel terzo trimestre del 2009. Sempre oggi Bp, ancora sul disastro ambientale ha presentato un "conto" da 1,9 miliardi di dollari a una filiale della giapponese Mitsui & Co, relativi al pagamento delle spese causate dalla marea nera nel Golfo del Messico. Lo ha annunciato la stessa filiale, Moex Offshore, precisando di aver "differito il pagamento delle fatture" in attesa che si concludano le indagini sull’incidente avvenuto sulla piattaforma Deepwater Horizon. Moex Offshore detiene il 10% del pozzo petrolifero subacqueo che ha causato l’inquinamento.