A Bruxelles europeismo e cosmopolitismo convivono

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A Bruxelles europeismo e cosmopolitismo convivono

20 Giugno 2008

 

Cosmopolita, tecnologica, tradizionale, antica e moderna. Ovviamente europeista. Sono solo questi gli aggettivi che possono descrivere interamente le peculiarità e il fascino della capitale belga, una delle mete preferite dai giovani (e non solo) per le innumerevoli opportunità che offre.

La capitale del Belgio sta vivendo negli ultimi anni una nuova stagione fatta di tendenze, innovazioni, novità nello stile di vita della città e dei cittadini, dovute anche all’essersi ormai affermata come “capitale d’Europa”.

I seri e rigorosi palazzi delle istituzioni europee, segno di una nuova epoca e del sogno di De Gasperi, Adenauer e Monnet, che si sta avverando e ottimisticamente parlando, può crescere ancora, convivono accanto ai nuovi quartieri tipici di una città moderna e a tratti surrealista, ai locali di recente apertura per un cocktail o per una cena.

Bruxelles è la spensieratezza degli studenti che decidono di visitarla per l’erasmus oppure perché sperano di lavorare presso la Commissione europea, è l’impegno di quei professionisti che arrivano da tutte le parti d’Europa per lavorare negli studi di consulenza internazionale e negli uffici delle organizzazioni internazionali che nella capitale belga proliferano da anni instancabilmente.

Ma non è solo questo. Piena di contraddizioni, ricca di divertimento e opportunità, culla della cultura cosmopolita, ospita ogni sera feste che si protraggono fino all’alba ma anche punti di ritrovo dalle gustose offerte culinarie come l’ In’t Spinnekopke, un’antica locanda di posta, risalente al XVIII secolo, luogo ideale per chi è alla ricerca della “vera” cucina locale.

Se da bravi turisti, con tanto di mappa della città al seguito, decidete di partire alla scoperta della capitale belga, non potete non visitare la Grand Place, centro storico in evidente stile barocco, che testimonia (senza troppi complimenti) la grandezza della città nel XIV secolo. Da non perdere neppure il Manneken Pis, simbolo del disprezzo che i belgi nutrirono nei confronti dei francesi, artefici della distruzione di parte della Grand Place: si tratta di un bambino che fa la pipì (metaforicamente) sul fuoco che i francesi avevano appiccato in città. Una vera e propria attrazione per i turisti, tanto che il bambino viene vestito durante l’anno, in occasione di eventi particolari, grazie al guardaroba di cui dispone che conta all’incirca 700 vestiti.

Per gli amanti della tecnologia, da non perdere l’Atomium, gigantesco modello molecolare costruito nel 1958 per la Fiera mondiale come simbolo della ricerca scientifica del XX secolo. Per i più tradizionalisti, mete irrinunciabili saranno i Musees Royaux des Beaux-Arts, due musei al posto di uno, il primo ispirato all’arte antica, il secondo all’arte moderna e per concludere il Museo Horta, espressione dell’Art Noveau.

Ma Bruxelles non è solo arte. Il sabato pomeriggio si passeggia lungo le strade del centro, affacciandosi nelle “dolci” vetrine dei negozi che vendono la classica cioccolata belga, famosa in tutto il mondo. I più golosi vadano da Pierre Marcolini, uno dei più famosi produttori di cioccolato del paese, colui che il negozio più chic, le confezioni più eleganti e le praline migliori. E, elemento da non trascurare, il suo cioccolato continua a vincere premi.

Anche le shopping-addicts non devono abbattersi: Bruxelles riserva numerose sorprese per loro. La capitale belga è la terra degli stilisti emergenti, e le nuove creazioni e gli abbinamenti più impensabili sono di casa. Basta fare un salto nella zona della Rue Ne’uve e girarsi le numerose boutique aperte da promettenti giovani, ma se si vuole far restare senza parole i propri amici una volta tornati a casa, la tappa obbligata è Stijl sulla rue Antoine Dansaert. Se poi avete deciso di non badare a spese, non dimenticate di girare la Galerie de la Toison d’or, la rue de Namur e Porte Louise, considerate le vie dello shopping di lusso per eccellenza.

Per concludere degnamente una serata, Bruxelles non offre che l’imbarazzo della scelta fra i suoi innumerevoli locali, discoteche, pub e soprattutto birrerie. Non dimentichiamoci che la birra è un prodotto caratteristico, amatissimo dai belgi ( e non solo), più o meno allo stesso livello della famose praline. Quindi, se siete dei fan della birra non perdetevi il Delirium-Café, e già il nome è tutto un programma, che vi offre la possibilità di scegliere fra ben 2000 tipi di birre diverse, fra cui, ovviamente la Delirium, un vero e proprio must. Fanno da cornice un ambiente gradevole e della buona musica. Meta di coloro che, invece, vogliono ballare fino all’alba è la discoteca Le Fuse, il miglior techno-club di tutta la città, che sin dal 1994, anno della sua apertura, ha ospitato i migliori dj del panorama internazionale.

Una città tutta da scoprire, che affascina chi la visita per le sue contraddizioni, per l’apertura al mondo e alle diverse culture che la popolano. Un patrimonio artistico particolare, una città aperta ai giovani e alle loro speranze e prospettive professionali, una capitale gaudente, che si diverte di giorno e di notte. Una città che una volta lasciata, ti fa venire subito voglia di tornare.