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A Isernia 14 comuni al voto, in evidenza Agnone e la candidatura di De Vita

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In provincia di Isernia sono 14 i Comuni chiamati al voto. Uno dei risultati più attesi è quello di Agnone, la cittadina nota in tutto il mondo per le sue campane. Qui in corsa ci sono tre liste civiche, ma le urne daranno comunque indicazioni importanti sullo stato di salute dei principali schieramenti alla vigilia delle Regionali. Il centrosinistra sostiene infatti Michele Carosella, candidato sindaco della lista “Nuovo Sogno Agnonese”. È lui – così come accadde due anni fa – lo sfidante che ha le possibilità maggiori di spuntarla sul primo cittadino uscente Gelsomino De Vita, a capo dello schieramento “De Vita – Lista per Agnone”, vicino al Popolo della Libertà. L’outsider, invece, è Gaetano Mastronardi, alla guida della lista “Agnone Rinasce”.

Ma perché dopo appena due anni si torna a votare? Le cose sono andate così: De Vita è stato mandato a casa da cinque consiglieri della sua maggioranza, i cosiddetti “dissidenti”. Dopo aver tenuto per qualche mese in ostaggio il sindaco, si sono dimessi insieme ai consiglieri di minoranza, facendo così cadere il consiglio comunale. Al primo cittadino hanno contestato soprattutto il suo (presunto) scarso impegno nel difendere l’ospedale “Caracciolo”, che rischia di uscire con le ossa rotte dal piano di riordino sanitario. Gli hanno addebitato tutte le colpe, come se fosse lui l’ispiratore dei tagli e facendo finta di non sapere che De Vita può intervenire ben poco rispetto a decisioni che partono dal governo centrale.

Ad Agnone, invece, la maggioranza ha capito che i tagli all’ospedale sono un falso problema. Nella “Atene del Sannio” i cittadini sanno benissimo che De Vita è finito sotto lo schiaffo dei dissidenti perché non ha voluto cedere a ricatti, personalismi e richieste poco trasparenti. Gli elettori agnonesi sanno bene che il sindaco uscente ha presentato diverse proposte alternative per salvare il presidio ospedaliero e sanno anche che i dissidenti – chiacchiere a parte - per il Caracciolo non hanno mosso un dito. De Vita, al contrario, ha lavorato in silenzio. Non si contano le volte che è andato in Regione a dire ai burocrati della Sanità di non smantellare una struttura che è vitale per le già svantaggiate aree montane. Quel presidio è un punto di riferimento per tanti paesi altomolisani e del vicino Abruzzo. Non può e non deve essere sacrificato sull’altare dei freddi numeri. Certi calcoli non si possono fare quando si parla di vite umane.

Il braccio di ferro di De Vita, infatti, qualche risultato lo ha prodotto. Nonostante tutto, l’ospedale continua a offrire i servizi essenziali con la consueta efficienza. Ma non solo. Il riordino della sanità regionale potrebbe dare al Caracciolo ciò di cui ha realmente bisogno: un pronto soccorso in grado di tamponare ogni tipo di emergenza. Certo, la chiusura del punto nascita rappresenta un duro colpo, ma di qui a parlare di chiusura dell’ospedale ce ne corre. E chissà che non arrivi qualche sorpresa.

Del resto, il Popolo della Libertà non lo ha mai lasciato solo. E farà di tutto per aiutarlo nella sua difficile battaglia pro Caracciolo. È stato proprio il Pdl a volere la sua ricandidatura, nonostante i suoi recenti problemi di salute. De Vita torna quindi in campo più forte di prima e, scaricata la zavorra dei dissidenti (che ora sostengono Mastronardi), si appresta ad affrontare questa nuova sfida con lo stesso entusiasmo che gli ha consentito di conquistare per due volte consecutive la fascia tricolore. Ci riprova per portare a termine la sua missione: dare un futuro all’ospedale altomolisano.

Per centrare l’obiettivo De Vita ha inserito alcuni medici nella sua lista. Sono le persone che ha ritenuto più indicate per individuare la soluzione ideale, che da un lato lasci intatti i servizi del Caracciolo, dall’altro accontenti i burocrati di Stato e tenga conto dei costi. Con queste premesse comincia una campagna elettorale che si annuncia durissima. Solo tra un mese sapremo per chi suoneranno le campane di Agnone. 

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