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A Kabul polemiche per omicidio Adjmal

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A Roma il governo Prodi respinge le critiche, a Kabul il governo Karzai fa altrettanto dopo il tragico omicidio di Adjmal Naqshbandi, ucciso ieri dai talebani nella provincia di Helmand. L'interprete di Daniele Mastrogiacomo è morto decapitato 16 giorni dopo il rilascio del reporter di Repubblica, che era stato ottenuto con la scarcerazione di cinque capi talebani.

Anche Adjmal Naqshbandi avrebbe dovuto essere liberato, ha fatto sapere oggi Karzai in un comunicato: non sarebbe vero quindi che il governo di Kabul l'ha abbandonato; i talebani non sono stati ai patti. E intanto gli 'studenti di Dio' lanciano nuove minacce sulla sorte di cinque ostaggi afgani; due francesi restano inoltre sequestrati con grande ansia di Parigi.


Karzai oggi ha condannato il "barbaro omicidio". Gli eventi, ha detto, dimostrano che i talebani "rispondendo agli ordini degli stranieri hanno deciso di uccidere gli afgani e distruggere l'Afghanistan": liberando l'italiano, ma uccidendo il suo interprete e prima ancora il suo autista. L'allusione implicita sembra essere al Pakistan, piú volte accusato da Kabul di sostenere i talebani. Quanto a Adjmal, il suo rilascio era compreso nei patti per Mastrogiacomo, che non sono stati rispettati.

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