A Matera abbiamo capito che per salvare l’Italia serve un Centrodestra unito e al governo
18 Settembre 2017
Un centrodestra che marcia unito e coeso verso le elezioni politiche, e che può dare una ulteriore prova di unità alle ormai prossime elezioni in Sicilia. Questo il messaggio finale che arriva dalla tre giorni a Matera di Idea-Popolo e Libertà, il partito guidato da Gaetano Quagliariello. Centrodestra che ormai tutti i sondaggi danno vincente sugli altri schieramenti, se, appunto, correrà unito, perché un numero sempre maggiore di italiani ha capito che davanti al fallimento del renzismo e alla incognita dei grillini solo il Centrodestra è in grado di governare davvero, come ha già dimostrato di saper fare in passato – si pensi solo, un tema tra tanti, alla questione immigrazione.
Un centrodestra unito a prescindere da quella che sarà la legge elettorale con cui andremo al voto, legge elettorale che non deve trasformarsi in una sorta di camicia di forza per uno schieramento che trova la sua unità ed ha la sua vocazione proprio nel buongoverno, nei temi, nei programmi, nelle battaglie politiche. È su questa linea che si sono articolati i tre giorni della festa, che ieri ha visto la presenza, tra gli altri, del senatore Gasparri, ed è su questa linea l’intervento del presidente Quagliariello: “L’unità del centrodestra coincide con un piano di salvezza per l’Italia”, dice Quagliariello. “Il fatto che il centrodestra si unisca e vada al governo è l’unica possibilità perché il nostro Paese il prossimo anno non piombi nell’anarchia”. Ci sono sei mesi per gettare le basi di una vittoria elettorale e Quagliariello anticipa una mobilitazione che partirà dalla prossima settimana in Sicilia, annunciando un appello e una raccolta firme per l’unità del centrodestra da “far viaggiare in Rete” e da “portare nelle piazze e nei territori”, visto che, come abbiamo detto all’inizio, è il popolo del centrodestra a chiederla.
Ma il leader di Idea avverte: “se il cosiddetto ‘quarto petalo’ del centrodestra, una federazione delle realtà che si trovano al di fuori dei partiti tradizionali, serve per facilitare l’unità del centrodestra, noi ci saremo. Se invece è un giochetto per cercare di avere un piccolo spazio in più, senza nessuna ambizione di carattere politico e ideale, abbiamo già dato. Vorrà dire che faremo altro”. Per Quagliariello al centrodestra non serve una “gamba moderata”. Primo perché i moderati oggi sono “i più arrabbiati di tutti”. Secondo perché “abbiamo l’ambizione di rappresentare con umiltà e serietà il cuore del centrodestra, il luogo di incontro di culture politiche differenti, liberali, cristiane, di destra, che si uniscono di fronte ai problemi inediti del XXI secolo”. Un percorso già iniziato all’epoca del PdL e che va ripreso con chi vorrà essere della partita. Ma se c’è qualcuno che pensa “di allargare il campo del centrodestra oltre i partiti” per “giocare ai ‘berluschini’ e porsi come unico problema quello di essere il leader dei piccoli, non andrà da nessuna parte. Il momento storico esige altro”.
