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Cattedrale in fiamme

A Nantes continua a bruciare l’Occidente

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Un’altra cattedrale gotica, un’altro incendio in Francia:  in noi sono ancora vive le immagini della Cattedrale di Notre Dame de Paris in fiamme, in quel terribile tardo pomeriggio del 15 aprile 2019.  Un immagine fosca, un presagio negativo in un Europa orfana di quel Cristianesimo che  ne è linfa vitae e identità.
Assistere all’incendio doloso – così dichiarato dalle autorità di Nantes- e vedere nuovamente divampare le fiamme dentro uno dei simboli della Cristianità provoca un dolore enorme nel cuore di tutti e accende in noi la consapevolezza di quel campanello di allarme che risuona da tempo inascoltato.

L’incendio appiccato con tre inneschi differenti è divampato alle ore 7,30,  distruggendo l’organo del 1620 e frantumando le storiche vetrate risalenti al XVI secolo.
Si allunga la lista dei luoghi di culto Cattolico profanati o vandalizzati in Francia, l’ultimo censimento del ministero dell’interno d’oltralpe parlava di 1.063 nel 2018, un numero impressionante, soprattutto se si considera che secondo le autorità si è mantenuto stabile negli ultimi anni.
Da un punto di vista politico la preoccupazione che è stata sottolineata nel dibattito francese è quella relativa al facile accesso che si ha ai luoghi di culto – in Francia di proprietà dello stato – e che dopo l’incendio di Notre Dame si è mostrata in tutta la sua drammaticità.
Rimane sul piano simbolico una verità tremenda, ogni Cattedrale che brucia è un pezzo del nostro mondo che scompare. Perché sono le Cattedrali il cuore dell’Europa.

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