Il voto di Napoli attraverso i candidati

A Napoli Lettieri punta su rinnovamento e “meraviglie” della città

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Ad appena una settimana dal voto per l’elezione del nuovo sindaco di Napoli, è possibile tracciare un bilancio dell’andamento della campagna elettorale dei principali competitors in corsa. Cominciamo il nostro viaggio partendo da Gianni Lettieri, candidato sindaco del centrodestra.

Ex presidente della Confindustria napoletana, l’imprenditore ha ricevuto la sua investitura direttamente dal presidente Berlusconi che lo ha giudicato come la guida migliore per condurre il Pdl alla vittoria a Napoli, per mettere fine a quasi un ventennio di dominio incontrastato delle sinistre. Una scelta che ha procurato qualche iniziale malumore tra la classe dirigente locale, che vedeva in questo appuntamento elettorale l’occasione di affermarsi politicamente in un ruolo di responsabilità e prestigio, quale la guida della terza città d’Italia. In particolare, avevano cullato la speranza di essere investiti dell’incarico il consigliere regionale Fulvio Martusciello e l’assessore Marcello Taglialatela, costretti poi a fare un passo indietro di fronte all’indicazione dei vertici nazionali del partito.

Il profilo di Lettieri risponde a quello di uomo pragmatico ed imprenditore di successo, che ha incassato una grande popolarità appena due anni fa grazie all’operazione Atitech, ossia il recupero della società di manutenzione aerea ex Alitalia, della quale è presidente. Un’immagine che, tuttavia, i suoi denigratori hanno tentato in ogni modo di scalfire nel corso della campagna elettorale, laddove si è andati alla ricerca delle ambiguità e delle contraddizioni che hanno consentito la sua ascesa imprenditoriale. Un suo accanito accusatore è stato l’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, il quale ha intrapreso una feroce campagna a suon di interviste sui quotidiani locali per delegittimare il suo collega. Le ragioni di questo scontro vanno ricercate nelle dinamiche che hanno animato la storia della Confindustria locale nell’ultimo decennio, nonché, secondo alcuni osservatori, nella preferenza che il presidente Berlusconi ha voluto accordare a Lettieri piuttosto che a D’Amato.

Un altro elemento polemico che ha accompagnato il candidato del centrodestra nel suo viaggio è l’accusa di collateralismo con la classe dirigente di centrosinistra che ha governato Napoli e la Campania negli ultimi vent’anni. Additato come un grande elettore del discusso delfino di Bassolino, l’europarlamentare Andrea Cozzolino, a Lettieri è stato imputato un rapporto consolidato con il blocco di potere bassoliniano, con cui ha dovuto confrontarsi per le scelte strategiche che lo hanno visto protagonista in questa stagione. Di fronte a tali accuse, il candidato ha dimostrato di avere le spalle larghe e dichiarato, in un intervento pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno in apertura di campagna elettorale, che, in caso di vittoria, non avrebbe stilato alcuna "lista di proscrizione nei confronti di chi in questa città ha finora operato" ed avrebbe promosso quanti lo hanno fatto bene, con competenza e onestà.

L’apertura ad una fetta di società civile che finora si è ritrovata su altri lidi politici è stata letta come il frutto di una scelta strategica dettata dallo spin doctor voluto da Lettieri, ossia Claudio Velardi, presidente di Reti ed ex assessore al Turismo della giunta Bassolino, volta a conquistare parte dell’elettorato moderato del centrosinistra già al primo turno per tentare di condurre in porto la vittoria da subito. La presenza di Velardi ha rappresentato un ulteriore elemento di polemica tra il candidato sindaco e la sua coalizione, che non sempre ne ha condiviso la linea.

Il rapporto con il Pdl ed i suoi vertici rappresenta un ulteriore capitolo della saga elettorale. A suon di lettere sui giornali, Lettieri ha avuto un confronto serrato con il coordinatore regionale Nicola Cosentino. In particolare, in una lettera inviata a Il Mattino il 27 aprile, ha avuto la necessità di chiarire che il voto del 15 e 16 maggio non rappresenta "un referendum su Berlusconi e Cosentino, ma il momento di decidere il futuro di Napoli". Una testimonianza della convivenza difficile tra due forti personalità, che potrebbe avere delle ripercussioni in seguito sugli equilibri interni del Pdl locale.

Una campagna elettorale che sembrava essere totalmente in discesa per il centrodestra, alla luce del malgoverno della sinistra degli anni precedenti e l’onda lunga dei successi alla Provincia ed alla Regione, appare invece più complicata del previsto. Gli ingiustificabili errori commessi da alcune forze alleate nella composizione delle liste e gli episodi di violenza che hanno infuocato il clima della competizione in corso, sono stati degli incidenti di percorso che ne hanno interrotto una campagna elettorale tutta incentrata sui contenuti e la voglia di cambiamento.

Il suo programma consta di sei capitoli (La città trasparente – La città che funziona – La città che produce – La città su misura – La città si fa bella – La città che verrà), ognuno dei quali organizzato in 12 azioni, per un totale di 72 punti. Un numero che rimanda al suo significato nella cabala napoletana: la meraviglia. Ossia, quanto si è promesso di fare il candidato sindaco del centrodestra se verrà eletto.

Meravigliare i cittadini napoletani con un programma ambizioso, ricco di progetti ed innovazioni, ma anche con semplici interventi che possano restituire ad una città sofferente la sua normalità.

Si legge nel sito, costruire una Napoli meravigliosa, meno faticosa e vincente. Vincente come il principale testimonial della sua campagna, Fabio Cannavaro, una scelta non casuale. Un figlio di questa città che ha conquistato un Mondiale indossando la fascia di capitano ed il più prestigioso trofeo a cui un calciatore può ambire, il Pallone d’oro, portando il nome di Napoli ai vertici dello sport mondiale.

Oggi chi si candida alla carica di sindaco ha il compito di riportare la città al ruolo di rilievo che le spetta per la sua storia e tradizione, ribaltando l’immagine negativa che l’ha accompagnata in questi anni. Lettieri ci prova. Da lunedì, o dal 30 maggio, sapremo se riuscirà a meravigliarci.

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