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A occhi chiusi

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Non siamo dei fans delle coppie di fatto intese come sigla ideologica per la rivendicazione di diritti perlopiù campati per aria. Occorre però ricordarsi sempre che dietro le sigle e il loro uso distorto vi sono persone in carne ed ossa, individui reali, che solo un eguale e contrario ideologismo può considerare avversari in quanto tali.

Tanto più che il fenomeno sociale della fuga dal matrimonio è in forte espansione come dimostra un rapporto dell'Eures pubblicato nei giorni scorsi: i matrimoni in Italia sono diminuiti del 32,4 per cento in 30 anni, mentre separazioni e divorzi sono aumentati rispettivamente del 59 e del 66 per cento degli ultimi dieci anni.

Sono cifre che segnalano l'indebolimento del vincolo matrimoniale sia civile che religioso e l'affermarsi di modelli di famiglia alternativi. Non ci piacciono, ma non cambieranno se le ignoriamo.

In questo senso ci è sembrata fuori luogo la reazione di quei deputati della Cdl che hanno abbandonato l'aula della commissione Affari Sociali della Camera quando era prevista l'audizione dell'Aiff (Associazione italiana famiglie di fatto). Non si difende la famiglia tradizionale dalle molte insidie dello “zapaterismo” nostrano facendo finta che non esistano o girando le spalle a fenomeni che mostrano di avere sostanza e durata.

Il gesto dei deputati del centro destra di abbandonare l'aula da voce al vittimismo lamentoso dei “pacsisti” e dei loro paladini politici e sembra preludere alla defezione da un terreno di scontro dove invece occorre difendere le posizioni metro per metro.

A dei rappresentanti del popolo si può chiede qualcosa di più efficace di quello che fanno i bambini quando, per scacciare i loro mostri, chiudono gli occhi.

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