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Domenica il raduno della Lega

A Pontida Bossi sta per accendere il cerino da passare al Cav.

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Pontida si avvicina a grandi passi. Il raduno annuale della Lega Nord, programmato per domenica prossima, servirà a capire che direzione vuole prendere il Carroccio ma, soprattutto, se la strada da percorrere sarà ancora la stessa del Pdl. Il percorso deve essere ancora lo stesso e il Cav., che ha detto di non aver paura di nessuno, ne è sicuro.

Chiarito dunque l’episodio del pollice all’ingiù di Umberto Bossi, non riferito al governo ma alla “intera classe giornalistica”, e sentite le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, secondo cui “Berlusconi ascolterà attentamente”, arrivano le precisazioni del diretto interessato che ribadisce: “Non ho paura, la maggioranza tiene assolutamente”. Lui è “un inguaribile ottimista” ed è anche “intimamente convinto che non ci siano alternative a questo governo”.

Insomma, la priorità è tenere in piedi l’esecutivo fino al termine della legislatura. Una scelta irresponsabile secondo il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, secondo il quale il Paese è nei guai e né Berlusconi né il centrodestra riescono a comprendere quello che sta accadendo. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader di Sel, Nichi Vendola, con il quale ieri sera c’è stato un botta e risposta al vetriolo sulla leadership e sul programma del nuovo centrosinistra. Secondo il governatore della Puglia i membri del governo “sono sull’orlo di una crisi di nervi” e “neanche loro ci credono più”.

Quelle di Vendola sono battute alle quali ha risposto prontamente il ministro dei Beni e le attività culturali, Giancarlo Galan che, non appena terminato il Consiglio dei Ministri, dai microfoni di Radio 24 ha detto: “Bossi e Berlusconi sono amicissimi”. Eppure il titolare del dicastero della Cultura non ha risparmiato ai suoi uno strattone: “Siamo stufi del partito di lotta e di governo, o si fa la lotta o si governa. Il voto di fiducia è stato autorizzato. A me tutto sommato non dispiacerebbe”.

Il viceministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli, ha sottolineato che Pontida sarà l'occasione per fare un esame insieme ai militanti e rilanciare l'azione del Carroccio e magari del governo: “Io avevo dichiarato che se avessimo perso il referendum, l’esecutivo  sarebbe stato in difficoltà, sono stato facilissimo profeta. È chiaro che siamo in difficoltà dopo questo ‘uno-due’ legato alla sconfitta di Milano più il referendum su cui la Lega ha dato libertà di coscienza”. Tuttavia, sdrammatizza, evocando il Bossi-pensiero: “In politica non è vero ciò che vero, ma ciò che sembra vero. E siccome sembra vero che questo governo voleva far fallire il quorum, sembra vero che c'è stata questa sconfitta”. Insomma, Castelli vuol prendere atto della sconfitta senza però drammatizzarla.

Ad ogni modo una cosa è chiara: Pontida e Roma non sono mai state così legate l’una all’altra. Il voto di fiducia del 22 giugno è ancora lontano ma tra poche ore si saprà l’esito del grande raduno dove il Carroccio accenderà un cerino da passare in mano al Cav..

 

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