Analisi dei flussi elettorali post Umbria

AAA cercasi identità per i grillini (e il centrodestra gode)

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All’indomani della roboante vittoria conseguita dal centrodestra in Umbria (e della cocente battuta d’arresto della coalizione giallorossa) molte sono state le parole spese per analizzare l’esito del voto. A far luce sui numeri di questa tornata elettorale ci ha pensato la società demoscopica SWG, che ha analizzato i cosiddetti flussi elettorali rendendo così più chiaro il quadro della situazione. Inevitabile che l’attenzione si spostasse tutta sulla debacle totale del Movimento Cinque Stelle: il 7,4% rimediato dai grillini ha fatto davvero scalpore se consideriamo che pochi mesi fa, alle Europee, avevano toccato in Umbria il 14,6%. Il dato diventa ancor più impietoso se il riferimento si sposta alle Politiche del 4 marzo dello scorso anno se pensiamo che, in quel caso, la percentuale raggiunta da Di Maio & co. era stata del 27%.

Un pesantissimo arretramento che segnala un trend ormai costantemente negativo per la formazione che rappresenta la maggioranza relativa in Parlamento, la quale potrà anche pagare – come affermato da Di Maio – la coabitazione al governo con altre forze politiche decisamente distanti dalle idee e dalle azioni pentastellate, ma da un anno e mezzo ormai, la piega presa, sembra decisamente negativa. E stavolta non c’è un Matteo Salvini con cui potersela prendere, visto che gli alleati sono altri e già sono stati etichettati come più affidabili, al punto da far nascere addirittura una coalizione vera e propria. Dunque, l’impressione è che nell’elettorato a Cinque Stelle sia in atto una vera e propria crisi d’identità.

Infatti, analizzando i dati forniti da SWG, scopriamo che in Umbria soltanto il 40% di coloro i quali avevano votato per i pentastellati alle Europee hanno poi riconfermato la loro preferenza anche alle Regionali. Numeri catastrofici, se pensiamo che Lega e PD hanno riconfermato oltre due terzi del proprio elettorato. Ma dove sono finiti tutti questi voti? Gran parte nell’astensione – uno su tre – mentre, ed è questo lo spunto più interessante, circa il 13% è andato addirittura alle due forze più a destra dello schieramento politico, vale a dire Lega e Fratelli d’Italia, più di quanto sia finito al PD e alle altre forze del centrosinistra (circa il 10%).

Ci accorgiamo così di come l’elettore grillino dell’Umbria abbia totalmente rigettato il nuovo asse di governo, mandando un chiaro segnale di insoddisfazione alla dirigenza del Movimento che, però, ha reagito in maniera abbastanza contrastata: se il Ministro degli Esteri ha in qualche modo fatto capire tutta la sua contrarietà a ripetere questo tipo di esperimento nelle prossime elezioni di carattere regionale, il Premier Giuseppe Conte è stato abbastanza chiaro nell’affermare l’esatto opposto, dichiarando che non può bastare una sconfitta rimediata in una regione nella quale vive soltanto il 2% della popolazione italiana per mettere in discussione un progetto che ritiene essere a lungo termine. C’è poi da aggiungere che anche all’interno dei gruppi parlamentari dei 5 Stelle c’è sempre più maretta tra chi ritiene assurdo governare con il PD (l’ala che fa a capo a Di Battista e rappresentata dalle ex ministre Lezzi e Grillo) e chi vuole invece continuare il dialogo con i Dem su tutti i fronti (con il Presidente della Camera Fico in testa), posizione quest’ultima che ormai sembrerebbe aver sposato con convinzione anche Beppe Grillo.

Nei prossimi mesi c’è da aspettarsi parecchia fibrillazione che, chi lo sa, potrebbe mettere in seria agitazione anche il governo.

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1 COMMENT

  1. Bene, i dati sono chiari. Non è altrettanto chiaro che significa “crisi di identità” con riferimento ai grillini. Quale identità? Leggendo una delibera di un Comune delle mie parti vedo che tra i nomi dei consiglieri di maggioranza c’è quello di una ragazza che conosco. La sua storia è questa: brava donna, senza lavoro o con lavori precari, reddito basso, scolarità abbastanza alta (nominalmente oggi sono tutti plurilaureati), un figlio da mantenere e prospettive per il futuro scarse, anzi azzoppate. Una persona così facilmente finisce per credere che la via della politica sia l’unica percorribile, tanto più che i grillini hanno fatto credere che fare politica è facile. Il risultato è che per un po’ prendono voti. Quando si tratta di entrare nel merito non riescono a barcamenarsi perché cambiare le cose è difficile per i competenti, figuriamoci per loro. I cinque stelle sono lo specchio della nostra disperazione.

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