Aborto, ddl senatori Pdl per il riconoscimento giuridico del concepito

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Aborto, ddl senatori Pdl per il riconoscimento giuridico del concepito

03 Dicembre 2009

Modificare l’articolo 1 del Codice civile, che attribuisce capacità giuridica al momento della nascita, anticipando questo riconoscimento al momento del concepimento. E’ l’obiettivo del disegno di legge firmato dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, dal vicepresidente vicario Gaetano Quagliariello e dalla vicepresidente Laura Bianconi.

”Non vogliamo modificare la legge 194 – spiega Gasparri nella conferenza stampa di presentazione -; anzi, proprio alla 194 facciamo riferimento: intendiamo fissare un argine contro un uso improprio delle tecniche abortive che la legge non consente”. Il disegno di legge, sottolinea, intende “aiutare a definire i confini della legge secondo le intenzioni che furono allora del legislatore, e farlo contro i tentativi di allargamento oggi in atto”. Secondo Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita e ispiratore del provvedimento (nel 1995 ne presentò uno analogo di iniziativa popolare), “non ci sarà nessun cambiamento automatico” nelle procedure abortive: “il cambiamento ci sarà in termini culturali”. “Per tenere una trincea, a volte è necessario farne una più avanzata”.

Così  Gaetano Quagliariello spiega il senso del ddl . Un testo in un solo articolo che “vuole essere una bandiera, una misura che nasce dalla preoccupazione che la legge 194 possa essere scardinata dall’interno”. Bianconi aggiunge che c’è bisogno di “riposizionare il dibattito a partire dalla convenzione universale dei diritti del fanciullo approvata 20 anni fa”, e onorare “l’idea di fondo di tutta la legislazione italiana” a riguardo, ”il riconoscimento e la tutela della vita umana dal suo concepimento alla morte naturale”. Carlo Casini sottolinea che il ddl intende “ristabilire un equilibrio tra i diritti della donna e quelli del concepito: vogliamo che la societa’ ricordi che di mezzo c’e’ un essere umano. E’ una controspinta culturale”.