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Abruzzo, Ombrina Mare. Chiodi: “Impedire la realizzazione dell’impianto”

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E' un coro di no che accoglie la decisione del ministero dell'ambiente di dare l'ok a Ombrina Mare, la piattaforma petrolifera al largo delle coste abruzzesi in Adriatico. Dice no la politica, in testa il Presidente di Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che promette di incontrare Passera per "impedire la realizzazione dell'impianto davanti a un pezzo delle coste più belle dell'Adriatico".

Dice no la Chiesa, prendendo un forte posizione in difesa della "bellezza del creato" e di un modello economico sostenibile e che non rischi di danneggiare l'ambiente. Dicono no gli imprenditori e le associazioni di categoria, convinte che la piattaforma sarebbe un colpo al cuore del turismo locale e della Regione Verde d'Europa.

A poco valgono le dichiarazioni della multinazionale, per bocca del suo responsabile comunicazioni, soddisfatto per la scelta del governo italiano e che ricorda i punti di forza del progetto: 200 posti di lavoro, royalties e gettito fiscale per oltre 700 milioni di euro, "Durante la produzione la piattaforma non ha alcuna emissione, lo stoccaggio e il trattamento degli idrocarburi avverrà su una nave a dodici chilometri dalla costa" e parla di "disinformazione" fatta per bloccare il progetto.

E' l'effetto NIMBY già registrato in altre realtà italiane. Ombrina Mare, pur impattando sull'ambiente, potrebbe avere un effetto positivo sull'occupazione e i conti pubblici, sia a livello regionale che nazionale. Le cifre parlano chiaro. Ma altrettanto chiaro è il no che arriva dalle comunità locali. La scelta, ancora una volta, è tra crescita, investimenti, lavoro e difesa dell'esistente.

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