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Ridotti anche i costi della politica

Abruzzo. Pluralismo e governabilità, via libera alla legge elettorale

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Via il listino e via libera ad una legge elettorale che garantisce ai cittadini il pieno diritto di scegliere i propri rappresentanti. E’ soprattutto questo il senso della nuova legge elettorale di cui si è dotata la Regione Abruzzo. Una legge pluralista e che senza dubbio segna anche un ulteriore passo in avanti nella riduzione dei costi della politica.

Vale la pena sottolineare alcune delle novità più importanti. Innanzitutto la riduzione del numero dei consiglieri regionali (dagli attuali 45 a 31, con l’impossibilità di far lievitare il numero dei seggi attribuiti).  E ancora, soglie di sbarramento: 2 per cento per i partiti in coalizione, 4 per cento per quelli che si presentano singolarmente.

Da sottolineare che nella vecchia legge elettorale questo 2 per cento non era contemplato tanto che anche ai piccoli partiti era consentito partecipare alla distribuzione dei seggi. Le nuove regole sono state congegnate a tutto vantaggio di una maggiore governabilità, ed infatti in favore della coalizione vincente è prevista l’attribuzione di un premio di maggioranza di almeno il 60 per cento dei seggi.  Ma garanzie sono previste anche per le forze di minoranza, a cui è assegnato non meno del 35 per cento dei seggi.  Eliminato il voto disgiunto e come già accennato soppresso il listino.

Una novità, per la verità discutibile, riguarda la composizione delle liste circoscrizionali: nessuno dei due sessi, infatti,  potrà essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento. Respinto, di conseguenza, l’emendamento che prevedeva l’introduzione della doppia preferenza  di genere. Dichiarato, infine, inammissibile l’emendamento che chiedeva parità d’accesso agli uomini e alle donne negli spazi elettorali definitivi.

Soddisfazione è stata espressa dagli esponenti politici della maggioranza. Dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che ha parlato di “risultato straordinario” al capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Lanfranco Venturoni.

“Le regole – sono state le sue parole – non appartengono né alla maggioranza né alla minoranza, si scrivono insieme. La legge elettorale,  in particolare, deve assicurare funzionalità e rappresentanza democratica, non è materia che possa prestarsi a speculazioni politiche di parte. Per questo, al di là di qualche diversità di opinione, il risultato colto deve essere considerato un vanto per l’intera assemblea”.

Per Venturoni, infatti, la riforma “segna un passo in avanti nel cammino della riduzione dei costi della politica iniziato in tempi non sospetti dalla Regione Abruzzo con la modifica statutaria del numero dei consiglieri regionali che, nella prossima legislatura, passeranno da 45 a 31. La legge elettorale non soltanto conferma l’eliminazione del listino, ma assegna alla maggioranza che vincerà la prossima competizione elettorale, la rappresentanza necessaria ad assicurare la governabilità tutelando nel contempo, con lo sbarramento al 2 e al 4 per cento, le forze politiche minori che volessero concorrere in coalizione o anche da sole”.
 

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