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Acconciatura libera

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Acconciatori, estetisti, facchini, disinfettatori, guide turistiche, benzinai, gestori di sale cinematografiche, attenzione! Adesso tocca a voi. Pensavate di starvene acquattati nei vostri privilegi, di poter impunemente attentare allo sviluppo e alla competitività del paese? Niente da fare: arrendetevi! Il governo vi ha scovati e presto la sua mannaia liberalizzatrice si abbatterà sul vostro capo.

La fase due comincia con voi e saranno lacrime sangue. Per un momento, noi sinceri liberali e avidi liberalizzatori, avevamo perso la speranza: pensavamo che Prodi si sarebbe arreso davanti all’arroganza dei poteri forti, ai santuari delle corporazioni, al grande capitale protetto.

L’avevamo sottovalutato: dando mano libera a Bersani, il governo prepara una grande rivoluzione di libertà: barba e capelli anche di lunedì.

Se poi anche Rutelli dovesse sfondare le ultime resistenze corporative e portare le liberalizzazioni verso vette mai attinte ci potremo portare a casa la targa dell’auto e sceglierci l’autolinea regionale che più ci aggrada. Senza contare l’estrema frontiera di una authority per i trasporti pubblici.

Certo la battaglia è ancora lunga: restano da sconfiggere categorie ben più agguerrite e perniciose. A quando, caro Prodi, la tanto attesa liberalizzazione degli spazzacamini, degli ombrellai, degli arrotini e dell’infame monopolio dei caldarrostari?

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