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Acqua, il governo pone la fiducia. L’opposizione alza le barricate

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Alla Camera il governo pone la fiducia sul "decreto Ronchi", già approvato al Senato. Il fulcro della legge è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. Un punto quest’ultimo sul quale l’opposizione alza le barricate. Nell’Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito ha spiegato che la fiducia sarà votata su un "maxiemendamento" con un testo "identico" a quello approvato dalla commissione che "è identico a quello arrivato dal Senato".

Domani pomeriggio si apriranno le votazioni precedute dalle dichiarazioni di voto (alle 15). La conferenza dei capigruppo ha stabilito che dopo la votazione (intorno alle 18,30 e fino alle 21,30) verranno esaminati e votati gli ordini del giorno al testo. Giovedì mattina ci saranno le dichiarazioni di voto finali seguite dal voto definitivo sul testo. Dalle file dell’opposizione la Pd Marina Sereni osserva che “si sarebbe arrivati subito ad un voto unanime su questo provvedimento se il governo avesse stralciato dal decreto l’articolo sui servizi pubblici locali che non ha il coraggio di discutere né di spiegare alla gente", mentre il dipietrista Donadi durante il suo intervento in Aula lancia accuse pesantissime alla maggioranza accusandola di “umiliare il parlamento e offendere la democrazia”.  La riforma del servizio idrico, contenuta nel decreto Ronchi "arriva in un momento molto delicato ed estremamente vulnerabile per le capacità dello Stato di pianificare, controllare e gestire la risorsa idrica" e va stralciata dal provvedimento, sostiene il Wwf rilanciando che "l’acqua, bene comune e prezioso", per questo va difesa.

L’Italia ha le tariffe dell’acqua tra le più basse del mondo. Stando ai dati forniti da Federutility e contenuti nel Blue Book 2009, sintesi della situazione dei servizi idrici nel Paese, quest’anno la tariffa media è risultata pari a 1,29 euro al metro cubo. Una famiglia di tre componenti, residente a Roma, paga un importo complessivo di 177 euro per un consumo medio annuo di 200 mc di acqua. A Tokyo per la stessa quantità di paga il corrispettivo di circa 280 euro, a San Francisco poco più di 400; 430 euro a Helsinki, 560 a Bruxelles, 740 euro a Parigi, 800 a Zurigo e poco meno di 970 euro a Berlino. La città tedesca è in cima alla classifica per costi. Qui per il solo servizio di acquedotto vengono addebitati, ogni anno, 428 euro per famiglia, contro i 63 euro pagati a Roma. Invece, per la quota fissa e per fognatura e depurazione, a Berlino si pagano 510 euro annui, contro i 98 di Roma. Nella classifica di città presa in considerazione dal Blue Book, solo a Buenos Aires (37 euro l’anno), Hong Kong (102) e Miami (169), hanno tariffe più basse di Roma.

 

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