Home News Affari, appalti, voti: spunta un’altra cricca

l'Occidentale Puglia

Affari, appalti, voti: spunta un’altra cricca

0
3

La “rete” con a ca­po il senatore Alberto Tede­sco che, almeno per tre anni, avrebbe gestito il sistema sanitario pugliese per propri profitti, anche di natura poli­tica, spartendosi appalti e de­cidendo nomine di primari e dirigenti, non sarebbe l'uni­ca. Dall'inchiesta principale e ormai chiusa sul presunto malaffare nella sanità puglie­se che vede indagate 41 perso­ne, sarebbero stati stralciati altri filoni investigativi. I pm titolari del fascicolo madre che ha portato alla richiesta di arresto per Tedesco - Fran­cesco Bretone, Desiree Digeronimo e Mar­cello Quercia - avrebbero in­dividuato altre “reti”, altre strutture piramidali simili a quella che avrebbe fatto capo all'ex assessore regionale alla Sanità - che si sarebbero spar­titi appalti pubblici e milioni di euro.

Ai vertici di queste strutture ipotizzate dagli inve­stigatori ci sarebbero alcuni referenti politici del centrosi­nistra pugliese, ai quali sareb­bero legati funzionari pubbli­ci delle Asl e imprenditori. In pratica, secondo la Procura, il presunto sistema Tedesco non sarebbe l'unico che po­trebbe aver pilotato gare d'ap­palto e forniture ospedaliere, danneggiando le casse regio­nali. L'ipotesi investigativa al vaglio dei magistrati baresi è la stessa: appalti milionari in cambio di pacchetti di voti.

Per fare questo i referenti politici avrebbero posiziona­to nei ruoli chiave delle azien­de sanitarie loro uomini di fi­ducia, legati anche ad imprenditori locali e non solo. II se­condo capitolo dell'inchiesta, quindi, nasce da alcuni stral­ci fatti dall'inchiesta madre: alcune posizioni sarebbero state archiviate dalla Procura stessa (vedi il caso del gover­natore Nichi Vendola), su al­tre invece ci sarebbero anco­ra accertamenti in corso. Sui nomi degli indagati c'è massi­mo riserbo, ma stando a quanto trapelato si trattereb­be in gran parte di politici del­lo schieramento del centrosi­nistra. La nuova indagine sta­rebbe facendo luce anche sull’accreditamento al sistema regionale di alcune clini­che private. In particolare occhi puntati sull'approvazione di alcune delibere della giun­ta regionale con le quali sarebbero state autorizzate l'apertura o l'allargamento e l'aumento dei posti letto dei centri privati. Intanto, dopo la chiusura dell'inchiesta principale, adesso si attendono le mosse dei 41 indagati che possono chiedere, entro 20 giorni, di essere interrogati oppure depositare memorie difensive.

Scaduti i termini la Procura chiederà che vengano processati. Secondo la magistratura barese a capo della "cupola" ci sarebbe stato Tedesco. L'associazione a delinquere è stata contestata, oltre che al senatore, a Mario Malcangi, suo braccio destro, Tommaso Antonio Stallone, Adolfo Schiraldi, Aldo Sigrisi, Elio Rubino, Paolo Emilio Balestrazzi (persona diversa dal professore Emilio Balestrazzi, stimato primario che nulla c'entra con l'inchiesta penale), Michele e Carlo Dante Columella, Francesco Petronella, Diego Rana, Leonardo Giovanni Garofoli, Vitantonio Roca, Domenico Marzocca, Guido Scoditti, Vincenzo Valente, Felice De Pietro, Rocco Canosa, Filippo Tragni, Nicola Del Re.

Secondo la Procura barese si sarebbero "associati allo scopo di commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione - abuso d'ufficio, concussione, turbativa delle gare d'appalto - orientando l'esercizio della funzione pubblica degli uffici delle Asl pugliesi".

(Tratto da Corriere del Mezzogiorno)

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here