Afghanistan. 33 civili uccisi in un raid Nato nel sud del paese
22 Febbraio 2010
di Redazione
Un totale di 33 civili afghani, incluse 4 donne e 2 bambini, sono rimasti uccisi in un raid della Nato nella provincia di Dai Kundi, nel sud del Paese, secondo quanto denuncia il governatore, Sultan Ali Uruzgani, citato dall’Agenzia di stampa tedesca "Dpa".
Il ministero degli Interni afghano poco prima denunciava invece 21 civili uccisi, due dispersi e 14 feriti. Le vittime erano in viaggio a bordo di 3 minibus, su cui si trovavano 42 persone, verso Kandahar. In un comunicato, la Nato spiega che obiettivo del raid era un gruppo di "presunti insorti" e che l’attacco ha provocato "alcuni morti e feriti".
I militari che si sono recati sulla scena dopo il raid si sono trovati di fronte a donne e bambini e hanno trasportato i feriti in strutture ospedaliere, precisa la nota della coalizione internazionale in cui si anticipa l’avvio di una inchiesta. "Siamo estremamente colpiti dalla tragica perdita di vite innocenti. Siamo qui per proteggere gli afghani e uccidere o ferire civili mette a rischio la loro fiducia nella nostra missione. Raddoppieremo i nostri sforzi per riguadagnare questa fiducia", ha dichiarato il comandante delle forze Nato e Usa a Kabul, il generale Stanley McChrystal, presentando al Presidente afghano, Hamid Karzai, le sue scuse per quanto avvenuto ieri.
