Afghanistan. Attacco a Kandahar, decine di morti e feriti
13 Marzo 2010
di Redazione
Almeno 35 persone sono rimaste uccise, altre 50 ferite, in quattro diversi attentati simultanei condotti nel centro della città di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan. Ma il bilancio degli attentati si aggrava di minuto in minuto.
Almeno uno degli attentati è stato portato a termine da un terrorista suicida, nei pressi del carcere della città, ha precisato una fonte della polizia afghana.
L’attacco nella città afghana, da anni roccaforte dei talebani, è stato compiuto – secondo varie fonti – con una serie di esplosioni coordinate in diverse zone della città intorno alle 20:00 ora locale (le 16:30 ora italiana). Almeno due deflagrazioni sarebbero opera di kamikaze, altre sarebbero dovute a colpi d’artiglieria. "L’obiettivo più importante – ha raccontato un portavoce del ministero dell’Interno – sembra fosse il carcere, dove c’è stata una violentissima esplosione". Nel 2008 una prigione situata nella periferia di Kandahar fu presa d’assalto dai miliziani che riuscirono a far evadere un migliaio di prigionieri, tra cui 400 combattenti talebani.
Intanto, alla luce degli ultimi successi militari in Afghanistan, la Casa Bianca ha cominciato a valutare se gli Stati Uniti hanno raggiunto una posizione di forza sufficiente per aprire colloqui di riconciliazione con i talebani. I tempi per l’avvio dei contatti non sono ancora maturi – scrive oggi il New York Times – ma se ne è parlato nell’incontro di ieri tra il presidente Barack Obama e il suo consiglio di guerra.
"È più una questione di quando che una questione di se", ha detto una fonte dell’amministrazione protetta dall’anonimato. Un’altra fonte, precisando che le discussioni interne all’amministrazione sono ancora preliminari, ha detto che "c’è molta energia applicata nelle ultime settimane al tema della riconciliazione". Entrambe le fonti hanno messo le mani avanti che per ora non si sta parlando di cercare di parlare con leader talebani: un passo che potrebbe dover aspettare a dopo la prossima offensiva militare americana contro la roccaforte dell’insurrezione a Kandahar.
