Afghanistan. Attentato a Kandahar, i talebani la “dedicano” a McChrystal
14 Marzo 2010
di Redazione
Dedicato al generale americano Stanley McChrystal. Così, in modo sprezzante e cinico, i talebani afghani hanno illustrato oggi il sanguinoso attacco portato durante il fine settimana a Kandahar, capoluogo della omonima provincia meridionale afghana, che ha causato 35 morti, fra cui donne e bambini, e quasi 60 feriti.
Raffreddatasi la tensione nella provincia di Helmand dove per varie settimane migliaia di militari afghani e della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) hanno sottratto agli insorti porzioni di territorio a Marjah e Nad Ali, i vertici della Coalizione internazionale avevano avvertito che la loro attenzione si sarebbe concentrata ora su Kandahar. Parlando di questa decisione, il comandante delle forze internazionali in Afghanistan, generale Stanley McChrystal, ha spiegato che il nuovo confronto con i talebani non avrà comunque le stesse caratteristiche dell’Operazione Moshtarak (Insieme) in Helmand, ma seguirà in questa provincia una strategia di penetrazione più complessa.
Rivendicando oggi nel sito degli insorti gli attentati compiuti a Kandahar che – ha affermato – hanno causato "la morte nel cuore di Kandahar di decine di uomini della Coalizione internazionale e di agenti di polizia", Qari Yusuf Ahmadi ha detto che si è trattato "di un messaggio rivolto a Stanley McChrystal". "Una reazione anche – ha aggiunto – all’operazione statunitense che sta per essere organizzata nella provincia di Kandahar, e (un atto) che prova come i mujaheddin dell’Emirato islamico sono pienamente preparati e pronti a combattere gli americani, la Nato ed i loro (alleati), in Afghanistan ovunque si trovino".
Nello stesso documento i talebani hanno respinto l’accusa di aver ucciso molti civili, affermando che le loro bombe sono esplose "solo contro le forze straniere, la polizia e l’esercito" afghani. Il presidente Hamid Karzai, che è originario di Kandahar, ha condannato ufficialmente in un comunicato l’opera di quelli che "ha definito nemici dell’islam e dell’Afghanistan" ed ha poi indetto una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale, a cui hanno partecipato i ministri chiave (Difesa, Interno e Esteri), i vertici militari, e quelli dei servizi.
Anche se non l’ha detto ufficialmente, il capo dello Stato deve essere rimasto impressionato dalle capacità operative dei talebani che a Kandahar, come in passato a Kabul, sono riusciti ad aggirare i meccanismi di sicurezza, portando i propri kamikaze fino davanti gli obiettivi strategici più protetti. Le deflagrazioni hanno infatti investito la prigione centrale, commissariati di polizia e residenze di personalità come il capo della polizia o il presidente del Consiglio provinciale e fratello del presidente, Ahmad Wali Karzai. Al riguardo gli analisti afghani ricordano che ciò è in gran parte dovuto al fatto che Kandahar è una roccaforte storica dei talebani, e che una perdita di posizioni in questa provincia avrebbe per loro pesanti conseguenze.
