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Afghanistan: inizia conferenza di Roma, 100 morti tra civili

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Il Segretario Generale dell'Onu Ban Ki Moon si è recato ieri a Kabul per conferire con il Presidente Afghano Hamid Karzai in vista della conferenza di Roma sull'Afghanistan che inizierà quest'oggi.

Il Segretario dell'Onu ha voluto discutere con Karzai privatamente in merito alla quesitone dello stato di diritto, tema ritenuto centrale dai vertici delle Nazioni Unite. Secondo il portavoce dell'Onu, Adrian Edwards, i due avrebbero discusso di corruzione e anche di amministrazione e hanno convenuto sulla necessità di una precisa direzione supportata da azioni concrete". Con questa visita, continua Edwards,  Ban Ki Moon ha voluto "valutare la situazione sul terreno, rendersi conto dei progressi realizzati e del ruolo che le Nazioni Unite possono giocare", nel contesto della lotta alla corruzione e dell'amministrazione statale.

Nel frattempo il nostro paese fa sapere per mezzo dell'ambasciatore alla Nato Stefanini, che le vittime civili causate dagli errori dei militari della missione Isaf stanno diventando troppe. Stefanini ha espresso il suo "cordoglio e la preoccupazione del governo italiano per le vittime civili causate dalle operazioni militari della Nato in Afghanistan", a margine della riunione del Consiglio Atlantico.  Questi incidenti, ha continuato il nostro legato, hanno un "fortissimo impatto negativo sugli obiettivi strategici di stabilizzazione di Isaf che consistono, in primo luogo, nella protezione delle popolazioni civili e nella creazione di condizioni di sicurezza".

Intanto almeno cento persone, il più delle quali civili afghani, sarebbero morte a casua dei raid aerei della Nato nel corso dell'ultima settimana, è quanto emerso da un'inchiesta della polizia locale nella provincia di Helmand.

Per ammissione delle stesse truppe Nato di stanza in Afghanistan, queste morti sono un "effetto perverso" dell'intervento militare che stanno compromettendo il buon esito della missione Isaf, visto che minano alla base la fiducia delle persone del luogo nei confronti dei militari. Comunque durante l'attacco notturno di sabato avvenuto nel distretto di Gereshk sarebbero morti almeno 65 guerriglieri talebani, secondo il capo della polizia locale, il fatto è che ci sono anche almeno 45 morti tra i civili, tra cui bambini, donne e anziani. 

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