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Afghanistan: molte ombre sulla scarcerazione di Hanefi

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Rahmatullah Hanefi, il discusso collaboratore di Emergency, è stato definitivamente rilasciato dalle autorità afgane dopo essere stato assolto in un processo dai non pochi lati oscuri, tenuti debitamente nascosti sia da parte italiana che afghana.

Riporta oggi Fausto Biloslavo sul Giornale: “Hanefi è stato processato, per due soli giorni e a porte chiuse da una Corte speciale composta da tre magistrati. […]La sentenza di primo grado ha respinto tutte le accuse, ma il procuratore Fatah Khan, rappresentante dell’accusa, sostiene che il caso è ancora aperto. ‘La Corte l’ha scagionato e Hanefi - dice il legale - sarà rilasciato, ma l’Nds (i servizi afghani che hanno raccolto il dossier contro l’uomo di Emergency, ndr) crede ancora nelle accuse presentate. Continueremo a seguire il caso e quindi significa che non è completamente chiuso. Se sarà necessario si faranno ulteriori indagini’. L’aspetto più incredibile è che informazioni cruciali, raccolte dai servizi afghani nella provincia di Helmand, compresa una lista di testimoni e le dichiarazioni a verbale dei familiari di Sayed Agha, l’autista decapitato dai talebani, che accusavano pesantemente Hanefi, non sono mai arrivate a Kabul, alla Corte di primo grado. Neanche i familiari di Adjmal Nakshbandi, l’interprete anche lui ucciso dai talebani, che avevano fatto diverse rivelazioni, sono stati sentiti in tribunale. Tutti si aspettavano un processo vero e proprio, al quale avrebbe potuto assistere la stampa, e invece giudici e difesa si sono ritrovati a porte chiuse”.

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