Afghanistan: molte ombre sulla scarcerazione di Hanefi
19 Giugno 2007
di Redazione
Rahmatullah
Hanefi, il discusso collaboratore di Emergency, è stato definitivamente
rilasciato dalle autorità afgane dopo essere stato assolto in un processo dai
non pochi lati oscuri,
tenuti debitamente nascosti sia da parte italiana che afghana.
Riporta oggi Fausto Biloslavo sul Giornale: “Hanefi è stato
processato, per due soli giorni e a porte chiuse da una Corte speciale composta
da tre magistrati. […]La sentenza di primo grado ha respinto tutte le accuse,
ma il procuratore Fatah Khan, rappresentante dell’accusa, sostiene che il caso
è ancora aperto. ‘La Corte l’ha scagionato e Hanefi – dice il legale – sarà
rilasciato, ma l’Nds (i servizi afghani che hanno raccolto il dossier contro
l’uomo di Emergency, ndr) crede ancora nelle accuse presentate. Continueremo a
seguire il caso e quindi significa che non è completamente chiuso. Se sarà
necessario si faranno ulteriori indagini’. L’aspetto più incredibile è che
informazioni cruciali, raccolte dai servizi afghani nella provincia di Helmand,
compresa una lista di testimoni e le dichiarazioni a verbale dei familiari di
Sayed Agha, l’autista decapitato dai talebani, che accusavano pesantemente
Hanefi, non sono mai arrivate a Kabul, alla Corte di primo grado. Neanche i
familiari di Adjmal Nakshbandi, l’interprete anche lui ucciso dai talebani, che
avevano fatto diverse rivelazioni, sono stati sentiti in tribunale. Tutti si
aspettavano un processo vero e proprio, al quale avrebbe potuto assistere la
stampa, e invece giudici e difesa si sono ritrovati a porte chiuse”.
