Afghanistan: produzione record di oppio grava su tutta la regione

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Afghanistan: produzione record di oppio grava su tutta la regione

05 Marzo 2008

La crescente produzione di oppio in
Afghanistan aggrava l’emergenza droga nella regione circostante,
secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni unite.

La commissione Onu
per i Narcotici denuncia una situazione “allarmante”, le cui
conseguenze, incluso un aumento del crimine organizzato, della
corruzione e dell’uso di droghe, si fanno sentire in Iran,
Pakistan e in tutte le Repubbliche asiatiche centrali.

Dall’Afghanistan, riferisce il Financial Times, proviene il 90%
della produzione di oppio del mondo. Lo scorso anno 193mila
ettari di terra sono stati destinati alla coltivazione di
papavero, il 17% in piu rispetto al 2006. Quest’anno la
produzione è aumentata a 8.200 tonnellate, il 34% in più rispetto
all’anno precedente.

L’Iran, il principale paese di transito della droga proveniente
dall’Afghanistan, vanta il triste primato del paese con il
maggior numero di persone dipendenti da oppiacei. Il 2% della
popolazione di età compresa tra i 15 e i 64 anni fa uso di
oppiacei, pari a 1,3 milioni di persone. In tutta Europa i
tossicodipendenti da eroina e morfina sono 3,8 milioni. Secondo
il rapporto dell’Onu la metà dei carcerati in Iran è
tossicodipendente.

Il Pakistan, dove viene smerciato circa il 35% dell’oppio
prodotto in Afghanistan, si trova a far fronte a problemi
crescenti. Il 21% dell’oppio afgano transita invece per l’Asia
centrale, dove il tasso di criminalità è aumentato
drammaticamente. Anche in Iraq l’uso di oppiacei è cresciuto in
modo allarmante, così come in Russia e nell’Europa dell’est.