Afghanistan. Secondo Holbrooke sempre più talebani cercano contatti

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Afghanistan. Secondo Holbrooke sempre più talebani cercano contatti

24 Ottobre 2010

L’inviato speciale americano per l’Afghanistan e il Pakistan, Richard Holbrooke, ha detto oggi che un numero crescente di leader talebani sta cercando contatti con il governo di Kabul. "Vediamo un numero crescente di talebani di alto livello dire ‘vogliamo parlare’ ai dirigenti afghani", ha detto Holbrooke in una intervista alla CNN.

Holbrooke ha però messo in guardia dall’usare la espressione "negoziati di pace" perché manca un vero interlocutore. "In Afghanistan non c’è un Ho Chi Minh, o uno Slobodan Milosevic o una autorità palestinese – ha sottolineato Holbrooke – esiste un gruppo molto frammentato di persone che noi chiamiamo il nemico".

Intanto, il presidente afghano Hamid Karzai non fa marcia indietro sullo stop ai contractor privati per la sicurezza, annunciato alcune settimane fa. Oggi, anzi, ha rilanciato con forza la sua decisione, mentre dai documenti pubblicati da WikiLeaks emergono i problemi provocati da queste società private. "Questa aziende private per la sicurezza creano strutture parallele al governo aghano, fornendo sicurezza, e provocano instabilità in Afghanistan", ha dichiarato Karzai, stando a un comunicato diffuso dal suo ufficio, nel corso di un incontro nel palazzo presidenziale cui hanno partecipato anche il capo delle forze internazionale, David Petraeus, l’inviato Onu per l’Afghanistan Staffan De Mistura e gli ambasciatori di Usa, Germania e Gran Bretagna. "Il governo afghano -ha proseguito il presidente – rimane saldo nella sua promessa al popolo afghano di sciogliere queste società".

Le dichiarazioni giungono dopo settimane di pressioni occidentali sul presidente per rinunciare al divieto, Karzai ha già fatto eccezioni consentendo di operare ad alcune società che proteggono le basi Nato e le ambasciate. Vari paesi hanno annunciato che annulleranno programmi di sviluppo se dovranno rinunciare alle ditte private di sicurezza. Il generale Josef Blotz, portavoce della Nato a Kabul, ha spiegato che l’Alleanza condivide le preoccupazioni del governo afghano e sostiene il decreto di Karzai. "Tuttavia – ha aggiunto – dobbiamo parlare in un modo molto prudente e ragionevole su come attuarlo, e su questo ci sono discussioni in corso". Da agosto, quando Karzai ha diramato il decreto, sono già otto le società smantellate