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Afghanistan, Usa a Italia: “Rimuovere i caveat”

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"Pensiamo che tutti i Paesi debbano rimuovere eventuali restrizioni all’impiego delle truppe in Afghanistan", ha detto oggi Richard Boucher, assistente del segretario di Stato Usa per l'Asia centrale e meridionale, in un incontro con la stampa presso l'ambasciata americana a Roma

Gli Stati Uniti tornano così a chiedere all'Italia di accrescere il suo impegno militare in Afghanistan, in una fase particolarmente delicata della lotta contro la guerriglia talebana.

"Certamente un uso più flessibile delle truppe sul terreno aiuterebbe in generale l'operazione e probabilmente darebbe alla forza in campo una maggiore possibilità di rispondere a circostanze differenti in modi differenti", ha spiegato Boucher, precisando che gli Stati Uniti chiedono "a tutti i Paesi di non andare avanti con le restrizioni su quello che possono fare".

Boucher ha poi aggiunto che "cercare di assicurare che non ci siano vittime civili o ce ne sia un numero minimo è un impegno costante per tutte le forze" in Afghanistan.

Le cosiddette regole d'ingaggio, che fissano i limiti all'uso della forza da parte dei militari, sono uguali per tutti i contingenti nazionali impegnati nell'ambito della missione Isaf a guida Nato in Afghanistan. Ogni Paese può però imporre dei caveat, come nel caso dell'Italia che ha stabilito che i suoi militari non partecipino ad azioni "combat" e non operino al di fuori dall'area di Kabul e della Regione Ovest che comprende Herat.

Ieri Boucher ha incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi, ma non ha specificato se la questione dei caveat sia stata sollevata durante l'incontro.

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