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Agli iracheni viene chiesto di difendersi da soli

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Alcuni politici iracheni, sia sunniti che sciiti, hanno consigliato ai loro cittadini di procurarsi da soli le armi e prepararsi all'autodifesa, visti gli sviluppi violenti occorsi durante l'ultima settimana in cui sono morte circa 220 persone, inclusi alcuni militari Usa.

Un appello che riflette l'impotenza delle forze di sicurezza irachene di fronte agli attacchi degli estremisti, il tutto proprio nel momento in cui il New York Times chiede a gran voce il ritiro delle truppe Usa dall'Iraq.

L'attacco più sanguinoso di domenica è avvenute nei dintorni di Baghdad quando un convoglio che trasportava nuove reclute per la polizia irachena è stato fatto saltare in aria. Sono morti 15 poliziotti e altri 20 sono stati feriti. Altre otto persone sono decedute in seguito all'esplosione di due autobomba nel distretto a maggioranza sciita di Karradah.

Altri tre civili hanno perso la vita e cinque sono stati feriti nei pressi di un mercato in un quartiere sciita nella zona centrale della capitale irachena. Sempre domenica, la polizia ha rinvenuto i corpi senza vita di 29 presunte vittime della violenza settaria in giro per la città.

Gli incidenti di domenica comunque, per quanto violenti, non sono gravi se paragonati al massacro che avuto luogo sabato al mercato di Armili, un villaggio a nord di Baghdad abitato da una maggioranza turcmena sciita. Anche se non si conosce ancora il numero esatto delle vittime gli ufficiali di polizia iracheni ritengono ci siano dalle 130 alle 150 vittime.

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