Ahmadinejad festeggia il rapporto americano sul nucleare
10 Dicembre 2007
Quasi un anticipo della
sorpresa sotto l’albero di Natale, è arrivato il rapporto delle barbe finte
americane che ci informano che l’Iran ha fermato il suo programma nucleare
segreto nel 2003. In molti esultano, in genere gli stessi che erano pronti a
giurare sull’innocenza degli Ayatollah.
Altrettanto in automatico la
reazione del presidente americano che rifiuta di abbassare la guardia. Certo è
che il documento redatto da ben 16 agenzie di intelligence ha ribaltato
l’agenda politica e tolto molte frecce dall’arco di Bush. Ma attenzione a non lasciarci prendere da
troppo facile entusiasmo, se non altro perché si continua ad arricchire l’uranio e i rapporti degli ultimi 18 anni degli ispettori nucleari
Onu sembrano pagine prese dalla migliore Agata Christie.
Intrigante la reazione di
altri paesi: si va dallo aperto scetticismo di Israele alla più cauta posizione
di Berlino, Londra e Parigi, molto attenti a non attenuare la pressione fin qui esercitata su Tehran. E il nostro
Governo? Era molto riluttante ad applicare sanzioni che mordessero, per i noti
interessi economici e la nostra dipendenza dal petrolio, ma ricordiamo anche un
comunicato stampa della Farnesina che parlava di “inalienabile” diritto (per
gli iraniani) di dotarsi di nucleare – civile – of course.
E Ahmadinejad? Festeggiando
il lieto evento ha intensificato gli arresti degli oppositori e degli studenti
ribelli e fatto impiccare sulla pubblica piazza un giovane accusato di
pederastia.
