Al-Qaeda sempre più vicina all’Europa
20 Dicembre 2007
di David Eshel
La doppia esplosione che ha
causato tanta devastazione in Algeria questa settimana ci ha inviato il torvo
annuncio che un gruppo Islamico, ritenuto sconfitto, è tornato sulla scena con
la sua sanguinosa attività. Pronto ad estendere le sue tattiche spietate
attraverso il Nord Africa, esso ha effettuato la prima fermata verso il suo
bersaglio finale – il continente Europeo. L’AQIM (Al-Qaeda nel Maghreb
Islamico) sta diventando un elemento dominante nelle ambizioni di terrorismo
globale di Osama Bin Laden. Gli attacchi in Algeria di martedì scorso sono
chiaramente riconducibili alla strategia regionale di indebolire i governi
laici in Nord Africa riprendendo la guerra alle istituzioni, alla società, alle
amministrazioni Kuffar (infedeli).
La differenza rispetto al
decennio scorso è che adesso queste operazioni sono coordinate strategicamente
con la direzione centrale di Al-Qaeda, non solo in termini operativi, ma anche
attraverso precise politiche di decisione internazionale.
L’incitamento Jihadista contro le
autorità Algerine, diffuso anche attraverso le trasmissioni di al-Jazeera ,
indica il trend che dobbiamo aspettarci. Gli Algerini sono accusati dalle forze
Salafite di “aver tradito il mondo Mussulmano associandosi con gli infedeli
Francesi”. La visita del Presidente Francese Nicholas Sarkozy in Algeria
potrebbe essere stata un’ulteriore scusa per fomentare ulteriormente questi
incitamenti.
L’AQIM è emerso nel 2006 dai
resti del Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, un gruppo
Islamico meglio conosciuto negli anni ’90 per la sua spaventosa tattica di
sterminare interi villaggi qualora il loro fervore religioso fosse ritenuto
insufficiente. Il gruppo era stato ritenuto virtualmente eliminato nel 2001,
quando le forze di sicurezza Algerine ne avevano eliminato i leader. Ma l’anno
scorso nel quinto anniversario degli attacchi dell’11 settembre, il comandante
di Al-Qaeda Ayman al-Zawahiri diffuse una videocassetta nella quale annunciava
che il gruppo si era unito alle forze di Osama bin Laden. Al-Zawahiri pregando
per questa “unione benedetta”, indicò la Francia come un nemico e raccomandò al nuovo
franchise di Al-Qaeda di combattere gli interessi Francesi e Americani.
A gennaio 2007 il gruppo annunciò
di aver cambiato il suo nome in Al-Qaeda nel Maghreb Islamico. Poco dopo, l’11
Aprile l’AQIM va all’offensiva facendo esplodere due autobomba. Una delle bombe
esplose nei pressi degli uffici del Primo Ministro ad Algeri, causando la morte
di 33 persone e più di 150 feriti. In Settembre L’AQIM prese di mira lo stesso
Presidente Abdelaziz Bouteflika, un terrorista suicida si fece esplodere in
mezzo alla folla in attesa del Presidente Algerino.
Gli analisti credono che una
delle ragioni dell’intensificarsi delle attività terroristiche di Al Qaeda nel
Maghreb sia conseguenza dalla sua sconfitta nell’Iraq Occidentale avvenuta
all’inizio di quest’anno.
Il 22 Ottobre infatti, Osama bin
Laden annunciò a sorpresa la sconfitta di Al Qaeda in Iraq. In un nastro
intitolato “Messaggio al popolo dell’Iraq” Bin Laden lamentava la mancanza di
unità di intenti e il cattivo uso delle risorse disponibili in quell’area
strategica. Egli ammise gli errori di Al Qaeda e incoraggiò i Sunniti a unirsi
per sconfiggere gli stranieri e i Mussulmani Sciti. Due mesi dopo è Abou Omar
Al Baghdadi, il supposto leader dello “Stato Islamico dell’Iraq”, che non è
altro che la succursale di Al Qaeda in Iraq, a dire che solo in 200 sono rimasti.
I sui combattenti infatti sono migrati verso aree più a nord dopo essere state
stanate dai loro nascondigli a Baghdad e nelle altre regioni. I capi tribali
sciti e sunniti stanchi della guerra contro gli Americani ulteriormente
rafforzatisi avevano scacciato Al Qaeda dalla provincia di Anbar.
Riguardo alla sua nuova sede
Algerina, la creazione dell’AQIM non è il primo tentativo di Al Qaeda di
stabilire una sua succursale in Nord Africa. Nel 2005 le forze di sicurezza
Marocchine avevano scovato e catturato una cellula di operativi di Al Qaeda. Il
leader aveva strette relazioni con Abu Mus’Ab Al-Zarqawi e con altri comandanti
in capo di Al Qaeda. Secondo le forze di sicurezza marocchine ed europee
costoro stavano pianificando la costruzione di quella che avrebbe dovuto
chiamarsi “ Al Qaeda nel Maghreb Arabo” – la riedizione in chiave Bin Ladenista
del Gruppo Safafita per la
Predicazione e il Combattimento appunto. Gli agenti
dell’antiterrorismo francese si
preoccuparono subito per il considerevole radicamento strategico del
gruppo nel Sahara e dalla sua vicinanza geografica con l’Europa. Il nuovo ramo
di Al Qaeda in Nord Africa minaccia ora di trasformare il bacino del
Mediterraneo Occidentale in un fronte aperto del jihad globale.
La fiammata di ritorno dei
combattenti algerini, che dopo aver affinato le proprie abilità terroristiche
negli attacchi in Iraq stanno rientrando in Algeria con l’intenzione di replicare
simili atrocità, sta materializzando una lugubre prospettiva. E’ più o meno la
stessa situazione venutasi a creare negli anni ’80 con il ritorno della
generazione precedente di combattenti islamici addestratisi durante l’invasione
sovietica dell’Afghanistan.
Ma Al Qaeda non sta stabilendo le
sue nuove roccaforti solo in Algeria. Gli esperti di antiterrorismo hanno
riferito questa settimana che l’Organizzazione di Al Qaeda per il Maghreb
Islamico – il prodotto dell’unione del 2006 con la Brigata Salafita per la Predicazione e il
Combattimento – è un nome dato in franchise praticamente in tutti gli stati
Arabi del Nord Africa. Questa rete mantiene contatti e coordina gli attacchi
principali. Il GSPC (gruppo salafita per la predicazione e il combattimento) è
tornato ad essere insomma, una sorta di filiale regionale di Al Qaeda col
compito di federare tutti i gruppi e le organizzazioni radicali Salafite in
Nord Africa – quelle Marocchine, Libiche e Tunisine si sono già unite al gruppo
terroristico globale di Osama bin Laden.
Il GSPC Algerino è comandato da
Abd Al-Wadoud, il cui vero nome è
Abdelmalek Droukdal, ed è ritenuto da un documento dell’intelligence
francese il più grosso pericolo terroristico per la Francia e l’Europa. Mai in
passato Al Qaeda aveva avuto delle basi territoriali così solide e così vicine
agli stati occidentali e ha già minacciato di usarle per attaccare l’Europa.
L’unificazione dei gruppi
jihadisti del Nord Africa sotto le insegne di Al Qaeda, l’uso del Sahara per
addestramento e contrabbando d’armi e il numero di cellule Nord Africane
scoperte in Europa nel passato indicano l’entità del pericolo. “ Un attacco
perpetrato da reti terroristiche locali o internazionali rimane probabile” ha
dichiarato al Parlamento Europeo Gilles de Kerchove, nominato a settembre per
coordinare gli sforzi degli stati membri europei nella lotta al terrorismo.
Il diffondersi di nuove
organizzazioni legate ad Al Qaeda in Nord Africa è particolarmente allarmante
per la Spagna,
preoccupata dal richiamo degli Islamisti alla riconquista di un paese da essi
considerato una parte perduta del mondo mussulmano. “ Noi non avremo pace
finchè non metteremo di nuovo piede nella nostra amata al-Andalus” ha
dichiarato un leader dell’AQIM nella rivendicazione di un attacco che ha ucciso
almeno 24 persone ad Algeri. Andalus è il nome Moresco della Spagna, parte della
quale fu governata dai Mussulmani per otto secoli quando l’ultimo bastione Moresco, Granada, si arrese
alla riconquista Cristiana nel 1492. Il richiamo ad al-Andalus non è stato il
primo da parte di Al Qaeda, che ha anzi auspicato la fine dell’occupazione
spagnola delle enclavi di Ceuta e Melilla sulla costa del Marocco. Questi
annunci preoccupano i servizi di sicurezza in Spagna, dove 29 sospetti per la
maggior parte marocchini sono sotto processo per le stragi dei treni a Madrid
nel 2004 che provocarono 191 morti e 1.800 feriti.
“Oggi, il pericolo rappresentato
dall’alleanza del GSPC con Al Qaeda costituisce un’accresciuta minaccia non
solo verso i paesi del Nord Africa, che sono stati destabilizzati e possono
esserlo ancora di più, ma anche verso la Francia, che è considerata un bersaglio
prioritario” ha affermato Jean-Louis Bruguiere, principale giudice
anti-terrorismo francesce in una recente intervista. Anche gli Stati Uniti sono
preoccupati dal GSPC e stanno combattendo con l’Algeria e gli stati limitrofi
il pericolo attraverso un programma chiamato Trans-Sahara Counter-Terrorism
Partnership, finanziato con 600 milioni di dollari nei prossimi cinque anni.
Al-Qaeda può aver perso la sua presa in alcune aree, ma è certamente
cresciuta in modo pericoloso in altre zone strategiche, creando una “chiara e
attuale” minaccia per le nazioni europee, dove già vi è una significativa
porzione di immigrazione mussulmana instabile, un terreno di coltura ideale per
terrorismo e insurrezioni.
(Traduzione di Francesco Perrone Capano)
