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Al Senato passano solo i pomodori

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Pomodoro in scatola e olio extravergine d’oliva. Più che l’ordine del giorno del Senato sembra il menù di Fortunato al Pantheon. Però è così. A Palazzo Madama l’Unione le tenta tutte per evitare la tagliola del voto. Forte (o debole) di due soli seggi di scarto, il centrosinistra organizza i lavori della camera alta in maniera che deliberi il meno possibile. Prendiamo il caso di ieri, per esempio. L’ordine del giorno recava la discussione di tre mozioni. La prima sull’accattonaggio minorile. La seconda sugli ufficiali in ferma prefissata. E poi il piatto forte. Quello mediterraneo. La terza mozione sulla coltivazione del pomodoro da industria. Atto al quale, come giusto condimento, è stato abbinato un altro documento parlamentare in materia di etichettatura dell’olio d’oliva.

E il voto sull’Afghanistan e le altre missioni internazionali? Rinviato. Almeno per le votazioni se ne riparlerà la prossima settimana. Nel frattempo, oggi, comincerà la discussione generale sul decreto di rifinanziamento. Non prima però di aver ascoltato le dichiarazioni del governo sulla liberazione del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo.  Riguardo le missioni la sinistra radicale rimane ipercritica. Certo, l’apertura di Fassino a una conferenza di pace sull’Afghanistan che preveda anche la partecipazione dei talebani ha reso meno pesante il clima di Palazzo Madama. Tuttavia l’Unione non sarà autosufficiente. E dovrà mettere in conto, per spuntarla, anche i voti dei senatori a vita e della Casa delle Libertà. Il centrodestra dirà sì al voto finale sul rifinanziamento delle missioni di pace. Ma tenterà di rendere difficile la vita alla maggioranza sull’esame dei singoli articoli, presentando decine di emendamenti e intervenendo a raffica. D’altronde anche i tempi sono quelli che sono. Il Senato inizierà a votare il decreto sulle missioni martedì pomeriggio. E dovrà finire entro la settimana, perché Palazzo Madama ha già in programma lo stop per le vacanze di Pasqua.   

Ma torniamo alla vicenda dei pomodori inscatolati e chiariamo: non è che sia un caso di poco conto. Anzi. Come afferma la mozione presentata dal senatore Polledri (Lega Nord) stiamo parlando della principale coltivazione orticola italiana, la terza voce dell’export agroalimentare. L’Italia inoltre occupa il secondo posto per quantità di prodotto trasformato. Ma ancora per poco. Secondo le previsioni, alla fine del 2007, sarà la Cina a occupare quella piazza d’onore. Insomma, con le truppe che si ritrova l’Unione al Senato, meglio la battaglia dei pomodori che la guerra al terrorismo.

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