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Al via la Summer School di Forza Italia

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In qualità di personaggio del giorno e immancabile convitato di pietra in ogni consesso politico-mediatico che si rispetti, al sindaco democratico Walter Veltroni non è dato sottrarsi allo sfottò. “C’è chi dice ‘I care’, noi diciamo ‘I study’”, sorride il senatore Gaetano Quagliariello. Il riferimento, inequivocabile, è al vibrante slogan pronunciato dal leader in pectore del Pd al congresso Ds del 2000, un anno prima di riparare in Campidoglio causa tracollo elettorale. L’occasione è di quelle che magari fanno meno notizia, ma di certo indicano chiaramente la strada che un partito politico intende intraprendere in un momento di transizione come quello che stiamo attraversando: la presentazione della “Summer School”, la scuola di alta formazione politica di Forza Italia, voluta e organizzata dal dipartimento Cultura e dal coordinamento nazionale.

Oltre trenta i docenti provenienti dalle migliori università italiane, duecento i giovani selezionati per merito fra i cinquecento che in un solo mese hanno presentato la richiesta d’adesione, tre (Salerno, Montecatini e Padova) le sedi dei corsi che spazieranno dalla storia delle istituzioni politiche italiane all’economia di mercato, dalla comunicazione politica fino alle sessioni plenarie in cui verranno presentati libri di recente pubblicazione e iniziative editoriali maturate nell’area liberale e non solo. La chiusura dei tre corsi, che inizieranno a scaglioni a partire dal 26 giugno, è affidata a Franco Frattini, Marcello Pera e Giulio Tremonti. Quanto al Cavaliere, a lui spetterà il compito di “diplomare” i partecipanti al termine dell’ultimo corso.

L’effetto-Veltroni s’è abbattuto con tutta la sua potenza sulla presentazione della Summer School, con lo stato maggiore forzista schierato in assetto di guerra (culturale, s’intende). Nella mente dei presenti c’era sì l’esigenza di formare la classe dirigente del futuro, di cogliere l’attimo della frantumazione della vecchia egemonia della sinistra “non per sostituirla con un’altra egemonia – spiega Quagliariello, responsabile scientifico del progetto –, bensì per diventare un punto di riferimento”. Ma il pensiero fisso di sottofondo prendeva inesorabile il sopravvento con cadenza più o meno regolare: e adesso? Che succede a destra se Walter scende in campo?

Domanda fuori tema ma non troppo, visto che l’irresistibile ascesa del super-sindaco (“ambiguo”, dicono i detrattori, “eclettico”, lo definisce più diplomaticamente Sandro Bondi) qualcosa ha inevitabilmente a che fare con quel disfacimento identitario in cui la sinistra sembra essere irrimediabilmente piombata, e al quale il centrodestra, Forza Italia in primis, ha deciso di contrapporre un dinamismo culturale che è la miglior dimostrazione del tramonto della vecchia egemonia. I corsi estivi di formazione politica ne sono un esempio evidente. E forse non è un caso se l’appassionata arringa di Bondi sul futuro della sua formazione politica, che – dice il coordinatore – “si avvia a diventare l’unico vero partito di massa nel panorama politico italiano”, abbia suggerito a qualche giornalista di ribattezzare la “Summer School” come una “Frattocchie azzurra”. Espressione senz’altro evocativa, ma che non rende giustizia alla filosofia dell’iniziativa, ben descritta da Quagliariello quando ha evocato il “metodo critico” in contrapposizione all’ “acculturazione acritica” che ha segnato molte delle scuole politiche del passato.

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