Al voto un centrosinistra diviso e poco credibile che sconta i suoi insuccessi

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Al voto un centrosinistra diviso e poco credibile che sconta i suoi insuccessi

12 Maggio 2011

di T. F.

Il voto pugliese di domenica 15 e lunedì 16 maggio si presenta con le caratteristiche di un voto eminentemente amministrativo, a fronte di quelli delle principali città, da Milano a Napoli, da Torino a Bologna, che non potranno non sortire effetti politici generali.

La proliferazione spesso patologica in quasi tutti i Comuni coinvolti dei Candidati Sindaci e delle liste non potrà non diluire il dato politico relativo ai rapporti di forza tra i tre Poli, a partire ovviamente da quello tra le due coalizioni principali. Possiamo però fin d’ora affermare che le divisioni nelle coalizioni, ad onta di molti mancati profeti, si sono manifestate più in quella che pure in Puglia gode l’enorme vantaggio di guidare il governo regionale che in quella di centrodestra, che ha ancora una volta dimostrato, a dispetto di un disagio che comunque non la risparmia, di essere più omogenea e attrattiva dell’armata brancaleone che dovrebbe andare da Casini a Ferrero, passando per Bersani, Vendola e Di Pietro. Ed infatti essa ha da un lato recuperato in talune realtà l’Udc ( la più a sinistra d’Italia), dall’altro ha addirittura sfondato nei recinti originari del centrosinistra, come in Provincia di Bari, laddove, oltre al valore aggiunto della lista-Schittulli, si sono affiancati al Pdl anche i “Moderati e Popolari” dei super-votati Consiglieri Regionali ex-Pd e Idv Canonico ed Olivieri.

Quanto al Fli, si può finora già dire che potrebbe realisticamente modificare, vista la pochezza delle forze che è riuscito a racimolare, la sua ragione sociale in Flop.

Si può altresì già evidenziare che l’effetto-Vendola si è nettamente ridimensionato rispetto ad un anno fa, sia per la sfilacciatura crescente – ed esplosa nella presentazione delle liste- di una coalizione sempre più lacerata proprio dai difetti di leadership di un Governatore troppo assente e sempre più ubriaco di sé stesso, sia per i primi, significativi effetti di un disastroso malgoverno, che ha portato la Regione sull’orlo del baratro finanziario determinando un taglio feroce di Ospedali e di posti-letto, con conseguente ulteriore degrado di un servizio sanitario già vergognosamente deficitario ed una miriade di tickets sui farmaci, incrementi di tariffe (+27.5% l’acqua, +13% i trasporti), in presenza per di più di un desolante record nazionale di perdita percentuale di posti di lavoro (3.8% a fronte dell’1.6% nazionale e del 2.2% del resto del Sud) con un picco intollerabile per i laureati (-8.3% a fronte dell’1.6% nazionale ed addirittura di un +0.1% nel resto del Sud).

A ciò si aggiungano le bocciature in serie da parte della Corte Costituzionale delle spericolate leggine pre-elettorali all’insegna del “todos caballeros” e qualche non irrivelante scaldaletto, dalla recrudescenza del caso-Tedesco (che avrebbe dovuto essere Tedesco-Vendola) all’arresto del potentissimo fratello della Consigliera vendoliana foggiana fino all’ultima, triste vicenda del Consigliere Idv Gianfreda, indagato per questioni di pedo-pornografia, che quantomeno dovrebbe consigliare a Vendola e compagni di pensarci bene prima di criticare i peccati altrui. Né si possono sottacere le indagini per truffa allo Stato sull’autorevole e debordante presidente vendoliano della Commissione Bilancio, la condanna per reati di eco-mafia del Segretario provinciale del Partito di Vendola all’atto della sua prima elezione, le denunce a carico del presidente della Commissione Anti-mafia e dell’insospettabile procuratore di Lecce su inquietanti infiltrazioni nel settore delle energie alternative.

Sia pur nei limiti di cui sopra, sarà interessante vedere quanto questi temi, molto più vicini alla gente di quelli romani, potranno influenzare il voto dei pugliesi che il 15 e 16 si recheranno alle urne. Noi non possiamo che auspicare una presa di coscienza collettiva che avvii un processo di restituzione del popolo alla sua guida naturale. Quella del buongoverno all’insegna della “politica del fare”. Quella di centrodestra: berlusconiana, piaccia o non piaccia. Vedremo lunedì. Ma in queste ore, se e dove possiamo, ciascuno di noi provi a far qualcosa che fermi la corsa folle della Puglia verso un baratro sempre più vicino.