Alemanno: “le leggi razziali furono un male assoluto”
07 Settembre 2008
di Redazione
Le leggi razziali furono un male assoluto, il fascismo un fenomeno più complesso. Lo afferma in un doppio colloquio al Corriere della Sera e al Messaggero il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a poche ore dalla visita al museo dell’Olocausto di Gerusalemme, dove si trova in pellegrinaggio con altri esponenti politici italiani. Nel febbraio del 2003 Gianfranco Fini, in procinto di recarsi in Israele, parlò del "fascimo come male assoluto", definizione criticata all’epoca proprio da Alemanno.
"Mi sembrava sbrigativo definirlo il ‘male assoluto’", spiega il primo cittadino della capitale. Un’affermazione "eccessiva" e "ingenerosa nei confronti di tanti che avevano aderito a quell’esperienza". Tuttavia, ricorda, "non criticai il viaggio di Fini". "Il fascimo fu un fenomeno più complesso" aggiunge. "Molte persone vi aderirono in buona fede e non mi sento di etichettarle con quella definizione. Il male assoluto sono le leggi razziali volute dal fascismo e che ne determinarono la fine politica e culturale".
Il perché lo precisa subito: "Fu un cedimento al nazismo e al razzismo biologico, che non era nelle corde iniziali del fascimo". In definitiva Alemanno appoggia la quella visita di Fini allo Yad Vashem. "Quella scelta, di dare un segnale così chiaro, è stata giusta. Ha contribuito a creare quella destra democratica che era mancata".
fonte: APCOM
