Alfano batte Berlusconi negli ascolti televisivi

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Alfano batte Berlusconi negli ascolti televisivi

05 Maggio 2014

di Ronin

Domenica il vecchio e il nuovo centrodestra, il leader di Forza Italia e il presidente di Ncd, si sono sfidati a distanza in tv: Berlusconi ospite di Lucia Annunziata a In Mezz’ora, Alfano all’Arena di Giletti.

Berlusconi ha ripetuto gli slogan che sentiremo ossessivamente per tutta la campagna elettorale: il “colpo di stato”, Marina, l’assist alla Lega, fino al fatto del giorno: gli scontri tra ultrà, la sparatoria e il ferimento di un tifoso. Berlusconi ha commentato la vicenda con un laconico: “Siamo una Repubblica delle banane. Non possiamo dipendere dai capi delle tifoserie”. Stop.

Risultato, il 5,74 per cento di share pari a 937mila spettatori. Pochino, considerando ciò che si dice di solito sulle magiche doti di comunicatore di Silvio.

Alfano al posto della facile propaganda si è concentrato sulla vicenda che più aveva colpito gli italiani: una partita di calcio che si trasforma in guerriglia, la complessa gestione dell’ordine pubblico. Il ministro è stato duro e netto: la polizia non tratta con gli ultrà, certo, ma per impedire l’ingresso in campo ai facinorosi si può prevedere l’introduzione del "Daspo a vita".

Insomma, da una parte le battute a effetto condite dalle solite polemiche (Berlusconi), dall’altra proposte e soluzioni concrete per risolvere un problema non di poco conto (Alfano). Che poi è la differenza tra Fi e Ncd su tanti temi, il solco che divide i parolai da chi mastica politica e concretezza. I dati di ascolto televisivi parlano altrettanto chiaro, premiando Alfano: il 18,96 per cento di share, 2milioni e 750mila telespettatori nel terzo blocco dell’Arena.

Il vecchio e il nuovo centrodestra. Retorica vs. pragmatismo. Un vecchio leone che sembra aver perso il suo tocco da campione televisivo, un giovane leader che nel corso di più di un governo repubblicano si è guadagnato la fiducia degli italiani con il suo profilo istituzionale. E anche la fiducia dei telespettatori, stanchi di una occupazione marziale della tv che non offre risposte ai loro problemi di ogni giorno.