Alfano è segretario, il Cav. gli affida il Pdl: si riparte con la fase due

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Alfano è segretario, il Cav. gli affida il Pdl: si riparte con la fase due

30 Giugno 2011

Angelino Alfano guiderà la fase due del Pdl aperta dal Cav. E’ la risposta immediata all’indomani della sconfitta elettorale che il partito ha deciso di dare per rilanciarsi e aprire una nuova stagione nel segno di nuove regole e partecipazione. E’ il ‘manifesto’ che il segretario politico designato all’unanimità dall’ufficio di presidenza, oggi all’Auditorium della Conciliazione ha portato davanti all’assemblea degli oltre mille delegati chiamati a ratificare la modifica dello statuto e la nomina del Guardasigilli che come ha annunciato, lascerà il ministero di via Arenula per dedicarsi interamente al partito. ‘Rifondazione Pdl’ l’hanno già definita in molti caricando sul passaggio di oggi aspettative e desiderata. Al netto delle tattiche correntizie.  

In che modo e con quali strumenti si procederà alla fase di rilancio starà ad Alfano deciderlo. Nella relazione programmatica, tuttavia, sono evidenti i segni di un cambio di passo ritenuto da tutti inevitabile e necessario. Quello che già emerge è la volontà di mettere in campo una politica inclusiva, aperta al confronto con tutte le anime del Pdl ma ferma nella convinzione che un conto è il dialogo, altro è il tentativo di blindare l’azione di un segretario che, invece, deve avere mani libere, fissare nuove regole e puntare sulla meritocrazia. Segnali che ad esempio si sono palesati nello stop alle richieste di direttori o segreterie politiche: esiste un segretario unico e tre coordinatori, punto.

Detto questo, è chiaro che Alfano si muoverà lungo il binario del confronto aperto con tutte le componenti interne che dovranno avere – come peraltro ha già dichiarato – pari dignità. E non è un caso se nelle settimane precedenti, il Guardasigilli ha avviato una lunga fase di consultazione e ascolto. Ma le novità attese riguardano anche le nuove regole: da un maggior coinvolgimento di iscritti ed elettori alla vita del partito, alla selezione della classe dirigente, alle primarie per legge, a compiti ben precisi nell’organigramma di partito: della serie, chi fa cosa.  

Silvio Berlusconi ha aperto i lavori del Consiglio nazionale: "Oggi deve essere la giornata di una forte ripartenza dell’attività del partito. Questa deve essere la giornata dell’amore, dell’armonia e della coesione". Poi l’investitura di Alfano a segretario politico: "Angelino, devi essere tu a impegnare le tue giovani forze al servizio di tutti noi". Il punto è come il Guardasigilli intenderà riorganizzare il partito. E’ su questo che da settimane si stanno muovendo le correnti con riunioni, cene, incontri. Ciascuna rivendica un ruolo e uno spazio, in nome e per conto di quella ‘democratizzazione’ da molti invocata.

Starà ad Alfano fare in mondo che il legittimo confronto interno non degeneri nel tentativo di balcanizzare il partito, ma su questo il Guardasigilli ha già dato prova di avere le idee chiare e di voler esercitare appieno i poteri che la carica gli assegna. Certo ci sarà da gestire il dopo congresso nel lavoro che porterà alla ristrutturazione del partito. C’è chi come Formigoni chiede le primarie a settembre anche per i coordinatori comunali, provinciali e regionali; chi come Scajola rivendica un cambio radicale nella gestione del partito; chi come Laura Ravetto sollecita il capitolo quote rose (40 per cento tra i dirigenti) e oggi porterà al Consiglio nazionale con uno specifico ordine del giorno; chi ancora come Matteoli auspica una organizzazione all’altezza delle aspettative; chi infine come Alemanno, Scajola e Formigoni rivendicano la necessità nel breve termine di congressi locali e di un congresso nazionale prima delle politiche.

E tuttavia dai ranghi del Pdl sono tutti disponibili alla collaborazione con Alfano. Anche i malpancisti che, più di altri, si sono esposti, come gli scajoliani (l’ex ministro dello Sviluppo ieri ha tenuto a sottolineare che con Alfano “si apre una nuova fase di rilancio e collegialità”); ai movimentisti come gli esponenti di Liberamente che ieri si sono riuniti così come hanno fatto gli alemanniani. Anche da questo dovrà partire Alfano che intanto si concentra sul mandato che il Cav. ha messo nelle sue mani: archiviare la sconfitta alle amministrative, superare le fibrillazioni interne, ridare nuova linfa al primo partito italiano, sostenere l’azione del governo. Un passaggio di testimone, carico di responsabilità.