Alfano, fiducia a Letta. Premier respinge le dimissioni dei ministri

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Alfano, fiducia a Letta. Premier respinge le dimissioni dei ministri

01 Ottobre 2013

Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, prende posizione sul voto di fiducia. "Rimango fermamente convinto che tutto il nostro partito domani debba votare la fiducia al premier Enrico Letta", afferma. "Non ci sono gruppi e gruppetti". Il Pdl sta vivendo un’altra giornata di grande tensione in vista del voto di domani. Silvio Berlusconi è a Palazzo Grazioli, impegnato in nuovi incontri e vertici con i maggiorenti del partito. Schifani e Brunetta, il coordinatore Denis Verdini e il segretario Alfano. Ieri Berlusconi aveva definito "terminata" l’esperienza del Governo Letta, ma oggi sembra pronto a difendere l’unità del partito e a ripensare la sfiducia se il premier dovesse accogliere le proposte del centrodestra su economia e giustizia. I ministri sostengono la posizione del segretario Alfano. Maurizio Lupi si è detto "ottimista" sul voto di fiducia, ribadendo ai cronisti "conoscete la mia posizione" sulla crisi interna al Pdl. La sua come quella degli altri "ministeriali". Secondo Fabrizio Cicchitto: "Dopo quello che è accaduto ieri, dopo che tutti i mondi economici, che il Ppe, le associazioni dei commercianti e i sindacati ci chiedono di rimanere al governo, mi auguro che correggiamo l’errore politico fatto ritirando i ministri e che andiamo avanti in modo che ci sia un governo. Mi auguro che lo faccia tutto il Pdl e il presidente Berlusconi". Sono quindi ore decisive per il futuro del più grande partito del centrodestra italiano, che rischia di spaccarsi sul voto di fiducia, mentre i boatos annunciano nuovi gruppi parlamentari alle Camere (spunta il nome dei "Popolari", tra i 20 e i 30 senatori), e i media esasperano le divisioni interne al Pdl-FI. "Siamo più di 40 e siamo fermi nel voler mantenere l’equilibrio di governo. Per questo voteremo la fiducia", lo ha detto il senatore Carlo Giovanardi, aggiungendo che domani potrebbe essere l’intero Pdl a votare la fiducia a Letta.