Alfano: ricostruire l’Italia, sconfiggere il partito della conservazione

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Alfano: ricostruire l’Italia, sconfiggere il partito della conservazione

11 Aprile 2014

E’ un lungo discorso a braccio, frutto di appunti e meditazioni personali, quello tenuto da Angelino Alfano al "battesimo laico" del Nuovo Centrodestra, l’Assemblea Costituente che si terrà fino a domenica alla Nuova Fiera di Roma. Un discorso da cui proviamo a estrarre almeno un punto chiave. Chi va sconfitto, oggi, è il partito della conservazione.

Ncd si presenta come il catalizzatore di una destra democratica, moderna, che ha una visione democratica della società ma sa parlare di identità e tradizione nazionale a tutti gli italiani. L’Italia, dice Alfano, è stata profondamente cambiata dalla crisi, una crisi che ci ha fatto e ci fa paura, che ci ha incattiviti, che ha ridotto la nostra fiducia negli altri. Ora bisogna ricostruire e si è iniziato a farlo: ricostruire la nostra economia, il centrodestra moderato liberale e popolare, il nostro Paese e l’Europa (una Europa che ha garantito per anni la pace ma che oggi è come una "bella senz’anima").

Come si ricostruisce tutto questo? Lottando, appunto, contro la conservazione, "o cambiamo o moriamo", dice Alfano, "vogliamo ricostruire un movimento che sia capace di imprimere velocità al cambiamento e che ridia speranza agli italiani". E’ uno scenario, quello delineato dal leader di Ncd, che spariglia rispetto al passato: non più solo la lotta politica tra partiti, i divorzi e le liti, la contrapposizione ideologica, ma una nuova sfida: tra chi vuole cambiare l’Italia, il mercato del lavoro, il tessuto economico e sociale del Paese, la forma dello Stato e delle istituzioni, e chi resiste al cambiamento, le vecchie consorterie, gli interessi di una politica che ormai ha fatto il suo tempo ed ha mancato i suoi obiettivi.