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Sotto l'ombrellone

Alfano scivola sul burkini

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Burkini? Uno sente il telegiornale e pensa di aver capito male, forse hanno detto “mankini”, il celebre costume da bagno sfoggiato da Sacha Baron Cohen nel film Borat. Del resto cosa potrebbe esserci di più assurdo di una fusione a freddo tra il burka – l’abito meno sexy della storia – e il seducente bikini di Brigitte Bardot? E invece il burkini c’è, non è uno scherzo. Alcuni esperti assicurano che non è un'imposizione perché ci sarebbe una forte componente modaiola, insomma sarebbe un costume liberamente scelto dalle donne islamiche più trendy.

Certo, non si capisce cosa ci sia di “pratico” e di “elegante” in questa specie di muta da sub, a meno che non si voglia proteggere le donne dai morsi delle meduse o avere in mente un stile fashion quanto la tappezzeria, del tipo ti copro con una bella tenda e via. Ma a quanto pare è il senso della “modestwear”, il mercato della moda che impazza nell’Islam e che fa incassare montagne di soldi anche agli stilisti de noantri: un costume da bagno sobrio e coprente, adatto alla donna che non deve chiedere mai, tantomeno di scoprirsi in pubblico.

Se fossimo dei modaioli impenitenti, potremmo relativizzare tutto come al solito e chiuderla qui, archiviando anche il burkini nella lunga e divertente epopea dell’abbigliamento da mare femminile. Ma siccome non lo siamo e abbiamo ascoltato l'ultima perla del ministro Alfano, andiamo avanti. Alfano infatti ha tenuto a precisare che il burkini non sarà vietato sulle spiagge italiane come sta accadendo in Corsica e Costa Azzurra. Ma il nostro ministro dell'interno pensa davvero che la cultura da cui nasce il terrorismo si nutra solo delle mitologie guerriere diffuse dal califfato o degli appelli all'odio anticristiano di qualche imam?

E no, perché il burkini l’hanno inventato anche per evitare che le donne in qualche regno medievale arabo di oggigiorno potessero essere costrette al divorzio dai mariti musulmani (uomini notoriamente liberali e cosmopoliti) solo perché si sono fatte il bagno in due pezzi. Non solo. Nei Paesi del Nord Europa si registrano sempre più spesso, Colonia insegna, pestaggi ai danni di donne che fanno vanno in piscina senza velarsi, un numero crescente di casi con l’aumentare degli arrivi di rifugiati e profughi da paesi come l’Afghanistan. Da qui l'ideona di tornare alle piscine divise per sessi per non urtare la sensibilità altrui.

Tutto questo dimostra che il progetto di colonizzazione culturale dell’Occidente ha molte facce, e che terrorismo non equivale solo a conficcarsi con un aereo nelle Torri Gemelle. Chiamatelo come volete, ma il burkini è l'ennesimo tentativo di perseguire una strategia più sottile che ha come obiettivo lo stravolgimento dei nostri valori, come ha detto il premier socialista Valls. Nella Francia che più di ogni altro Paese europeo è stata insanguinata dal terrorismo islamico, ma che si è svegliata dal torpore multiculturale, a quanto pare si ha meno paura di combattere l’islamizzazione strisciante delle società occidentali.

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5 COMMENTS

  1. il problema non è il burkini
    il problema non è il burkini o il toppless,ma che le donne islamiche DEVONO avere il diritto,in Europa,di vestirsi come vogliono senza imposizioni parentali(sempre però con il viso scoperto,per motivi di ordine pubblico!)

  2. burkini
    Stupisco che perdiate tempo a discutere su stupidaggini di questo genere, se non fosse che il vostro colore politico anti-Renzi e anti-sinistra vi rende poco credibili esattamente come Salvini. Di massima sono d’accordo con le vostre conclusioni, sulla progressiva islamizzazione. Però Coraggio , cari signori! Se ad una donna piace immergersi vestita, sono affari suoi; esattamente come le donne a cui piace esibirsi seminude. E ora faremo una battaglia contro le donne che indossano tute da sub? No, vi prego: il problema dell’Islam è talmente serio e pesante da dover essere affrontato su ben altri parametri, di cui questo è solo un piccolo e insignificante scampolo. La sciate questi temi a TV7 e ai canali mediaset.

  3. Ma ne è sicura?
    Gent.ma dott.ssa Morresi, pur condividendo con Lei buona parte delle “Sue” battaglie qui proprio non la seguo: abbiamo fatto della laicità (quella vera!) la ns battaglia contro i pazzi islamici e vuole pagare questi signori con la stessa moneta … eh no! Se il lupo mi morde cerco di dargli una bastonata sulla testa, non gli dò un morso indietro: mi creda, lasci stare sta polemica sul burkini. ne guadagneranno (forse) anche coloro che nei paesi arabi stanno cercando di laicizzare (in modo vero!) quelle società … speriamo bene!

  4. “Lo stravolgimento dei nostri
    “Lo stravolgimento dei nostri valori”…e quali sarebbero, dunque, i nostri valori? Il due pezzi? Il perizoma? Il topless? Tutte possibilità che a me, maschio eterosessuale, piace veder indossare alle donne, ci mancherebbe. E perché altre donne non potrebbero indossare un abbigliamente che (ad eccezione del viso) le copre interamente? Se ci sono dei mariti, dei padri, dei fratelli che le costringono a vestirsi così, vanno puniti (e le donne liberate). Altrimenti: libertà

  5. Burkini
    Non mi sembra che Valls sia la persona più adattab per difendere i valori occidentali (e un grande massone) infatti preferisce le spigge dei nudisti (che in Francia proliferano) ai burkini. Altro che risveglio dal torpore culturale. Se una donna vuole fare il bagno vestita perche tanta inutile cagnarra. I valori occidentali si difendono in ben altro modo. Mi sembra che si sbagli obbiettivo e si faccia il gioco dei laiciti intolleranti (Valls e tutti i massoni del suo goverrno )

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