Alfano: “Sinistra e voto di scambio, crolla il presunto primato etico”

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Alfano: “Sinistra e voto di scambio, crolla il presunto primato etico”

24 Maggio 2015

Bari – Oggi il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, è in Puglia, per dare impulso alla campagna elettorale del candidato alla presidenza della Regione, Francesco Schittulli. Sarà a Foggia, a Bari, a Specchiolla.   

Ministro, la Puglia è tornata tristemente alla ribalta per un sistema di voto di scambio attraverso i rappresentanti di lista. Cosa si può fare?

«I voti si conquistano e non si comprano, mi pare evidente il crollo definitivo della pretesa del primato morale della sinistra. Adesso occorre un ravvedimento operoso per tutti quelli coinvolti e nessuno faccia finta di non vedere». 

Ci sono provvedimenti che possono essere messi in campo prima delle Regionali? 

«Il diritto di ciascuna lista a difendere il proprio voto in caso di contestazione non può essere eliminato, ma è chiaro che una prassi di pagamento immediato e diretto di questo genere è sul confine fra il lecito e l’illecito. Non si può abusare di questo strumento e se lo si fa, c’è qualcosa che non va». 

La Commissione antimafia si appresta a fare l’elenco degli impresentabili. Non potevano pensarci i partiti?

«Non sono ancora informato dell’andamento dei lavori della Commissione. Il tema degli impresentabili, tuttavia, è che sono già presentati dai partiti e dalle singole liste e se la grammatica politica ha un senso, i partiti sono già in forte ritardo e si devono assumere le proprie responsabilità e pagare il conto. Vedremo, comunque, i criteri utilizzati dalla Commissione antimafia e come si completerà il suo lavoro. Di certo, per chi come me è garantista, c’è la necessità di un punto di equilibrio fra le esigenze investigative e il diritto a proclamarsi innocente e ad esercitare i propri diritti civili. Ecco perché io credo che occorra un confine legislativo fissato di incandidabilità e di decadenza (legge Severino), ma ci vuole anche un altro confine che non è normativo e legislativo, ma è di buona prassi dei partiti».

Renzi derubrica la vicenda dicendo che i veri impresentabili “sono quelli che tolgono la speranza di futuro a una generazione”. E’ d’accordo?

«Non si può fare una campagna elettorale su questo, omettendo di parlare del programma dei candidati perché non è solo su questo che si gioca il futuro della Puglia. La Puglia ha bisogno di un rilancio sui propri punti di forza». 

Regionali: come vanno i rapporti con il suo vecchio nemico Raffaele Fitto. Ora siete alleati. Cosa le ha fatto cambiare idea?

«Siamo alleati in Puglia, a sostegno di Schittulli che ha scelto di compiere con noi l’avventura verso un’area popolare visto l’ampio spazio che si è creato fra Renzi e Salvini. Con Fitto ci divide il giudizio su questo governo, noi sappiamo di avere salvato l’Italia nel 2013 grazie al nostro coraggio quando tutto stava precipitando e finendo nelle mani di Grillo. Oggi invece arrivano i primi segnali della ripresa economica anche grazie a ricette che noi abbiamo chiesto di attuare». 

Fitto è nel gruppo dei Conservatori e Riformisti europei. E’ la vostra rotta?

«No, anzi: Fitto è uscito dal Partito popolare europeo e noi costruiamo un’area popolare. Dunque, non rinunciamo al nostro dna». 

E perché siete alleati?

«Perché abbiamo individuato in Schittulli la persona migliore per i destini della Puglia, le diverse posizioni di questo periodo non mi hanno fatto velo nel dare l’ok a Schittulli, così come Schittulli ha scelto di fare insieme a noi una lista dell’area popolare. Per il futuro, però, mai dire mai». 

Berlusconi dice che state consegnando la vittoria a Renzi ed Emiliano con le divisioni che avete creato.

«La penso al contrario: per completare una resa dei conti in FI hanno spaccato il centro destra. Non mi importa nulla delle loro faide interne, ma avevo capito come sarebbe andata a finire già un anno e mezzo fa. Noi con Schittulli eravamo e siamo rimasti, non abbiamo mai cambiato posizione».  

Taranto è una delle sette città-hub, centro di raccolta dei migranti e sono quasi tutte al Sud. E’ un caso? 

«La questione è che non si può capovolgere l’Italia e mettere il Nord di fronte alla Libia ma di certo impedirò che il Sud paghi il conto di una distribuzione ingiusta e ineguale, cioè come chiediamo l’equa distribuzione dei migranti fra tutti i paesi d’Europa così deve essere fra le regioni italiane. E chi sopporta il peso degli sbarchi deve poi essere agevolato e non essere gravato da numeri grossi di migranti in permanenza».

(Tratto da Corriere del Mezzogiorno, intervista di Lorena Saracino)