Alfano: “Sostengo l’inchiesta. Governo non cadrà”

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Alfano: “Sostengo l’inchiesta. Governo non cadrà”

12 Giugno 2015

I giorni sono scanditi da nuovi sbarchi di immigrati e nuove rivelazioni giudiziarie, perciò è inutile girarci attorno: con questo stillicidio quanto può durare il governo? «Arriverà fino al 2018. Perché proprio questo stillicidio, paradossalmente, potrà produrre il risultato di serrare le file nella maggioranza».

In una sola frase Angelino Alfano mette insieme un convincimento (la durata dell’esecutivo) e un auspicio (il rafforzamento del patto con Matteo Renzi). E non c’è dubbio che il primo concetto sia indissolubilmente legato al secondo: «Lo vedremo alla prova dei fatti — dice il leader di Ncd — tra riforme da varare, opportunità da cogliere e problemi da superare». Più che guidare un ministero deve gestire un crocevia, perché al Viminale sono affidati i dossier ad alto rischio: dall’emergenza-migranti, alle procedure sui casi giudiziari che tengono appese le sorti di Roma e della Campania.

Se uno solo di questi nodi si attorcigliasse, invece di sciogliersi, decreterebbe la morte per asfissia del governo. Ma il titolare dell’Interno è insieme leader di un partito finito — insieme agli altri — nella bufera giudiziaria. E insieme agli altri gli tocca politicamente pagar dazio. 

Il sottosegretario Giuseppe Castiglione è indagato nell’inchiesta sul Cara di Mineo. 

«Sulla sua onestà e sulla sua correttezza sono pronto a scommettere». 

Per il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, su una vicenda diversa, è stato persino chiesto l’arresto. 

«E su questo punto vorrei ricordare che si può indagare e anche processare una persona senza necessariamente usare la detenzione preventiva. È in gioco la libertà, perciò invito il Senato a leggere prima le carte. Noi avremo come sempre un approccio garantista, tenuto anche quando si è trattato di parlamentari del Pd».  

E se il Pd optasse per l’arresto, uscireste dal governo? 

«Perché strumentalizzare politicamente una questione che attiene alla libertà di una persona? Questo ragionamento non sarebbe di aiuto né all’interessato né alla nobiltà dei nostri propositi».  

Dunque niente crisi. 

«Non vanno mischiati piani che sono distinti e separati». 

Non teme che in quel caso, senza uno strappo dal Pd, si produca uno strappo in Ncd? 

«Il nostro partito è a un passaggio stretto. A dire il vero fin da quando è nato ha dovuto affrontare passaggi stretti. Ma proprio all’atto di nascita di Ncd ci siamo prefissi di lavorare per far uscire l’Italia dalla crisi economica e per dotarla di nuove e più efficienti istituzioni. Abbiamo un lavoro da cornpletare. Nessuno si illuda di poterlo interrompere senza aver dato prima il senso di una missione compiuta». 

 Compiuta la missione potrebbe scaricarvi Renzi. 

«Il governo ha preso degli impegni e deve risponderne al Paese. Perciò dicevo che le difficoltà contingenti possono far serrare le file della maggioranza. Ci sono opportunità e problemi da risolvere. Penso al nodo delle unioni civili, su cui abbiamo posizioni ancora distanti. Ma penso soprattutto alle priorità sociali ed economiche: immigrazione e Sud devono diventare temi strategici nell’agenda di governo». 

II governo però vive una fase dl accerchiamento che…

«No, rifiuto la teoria del complotto. Anche perché il senso di nausea che queste inchieste provocano sta alimentando il voto di reazione». 

Li fuori la gente è furiosa e ce l’ha con voi.

«Veramente noi siamo altrettanto furiosi. E per chi vive la politica come servizio questo sfregio è insopportabile. Io ho sostenuto l’inchiesta Mafia Capitale dal primo giorno e continuo a farlo, perché sta facendo emergere vergogne inaccettabili, comportamenti che si sta rivelando difficile scrostare. L’unica risposta che possiamo dare è quella del buongoverno. Abbiamo varato leggi che servono all’obiettivo: sulla corruzione, sull’autoriciclaggio, sulla restituzione del maltolto da parte dei ladri. il mio ministero ha istituito in ogni questura un nucleo speciale per il contrasto alla corruzione».

Sì, ma intanto a Roma, mentre va avanti l’inchiesta su Mafia Capitale, va in scena anche un balletto politico. Per qualsiasi altro comune sareste già intervenuti con un decreto di scioglimento. 

«Da ministro dell’Interno sono troppo coinvolto nella procedura prevista dalla legge per poter dare consigli politici». 

Ma lei è anche leader di partito. E proprio il suo partito nel Lazio chiede le dimissioni del sindaco Marino. 

«Appunto. E il mio partito ha una posizione chiara». 

C’è poi il «caso Campania», con un governatore neoeletto su cui pende la sospensione per effetto della legge Severino. 

«Invierò a Palazzo Chigi le carte nei modi e nei tempi previsti dalla legge, avendo rispetto anche dei precedenti». 

Dunque toccherà a Renzi decidere se De Luca verrà sospeso prima o dopo la nascita della giunta regionale?

 «Il provvedimento si conclude con un decreto del presidente del Consiglio». 

Tocca a lei invece gestire i migranti in Italia. E lo spettacolo offerto alla stazione Tiburtina di Roma come alla stazione Centrale di Milano alimenta l’esasperazione dei cittadini. 

«Siamo in presenza di un fenomeno migratorio che non ha eguali nel passato. Ma capisco i cittadini, infatti per la prossima settimana ho indetto una riunione con Regioni e Comuni per gestire intanto l’emergenza. Ciò che non accetto è la speculazione sui poveri e sui disperati che aggiunge indignazione alla rabbia. Penso alla Lega che ha chiesto la chiusura di Schengen esattamente come i populisti del Nord Europa, senza pensare che — proprio con la chiusura di Schengen — si alzerebbe un muro a danno dell’Italia». 

Il muro l’ha già alzato l’Europa. 

«Non è vero che la trattativa sul piano Juncker sia fallita. È in atto un tentativo di affondare la mediazione ma noi non arretreremo e siamo pronti ad assumere posizioni molto dure a Bruxelles» .

Tratto da Corriere della Sera